Sabato mi sono svegliata che tutto sommato pensavo peggio. Mi sono preparata, ho aspettato mia madre e insieme siamo andate agli uffici del cimitero. Mentre lei aspettava in macchina e io sbrigavo la trafila per avere le ceneri, mi sentivo tutto sommato serena e in pace. Ed ero contenta di sentirmi così. Ma appena l'addetta mi ha consegnato la nonna dentro a un'urna nera, ho ringraziato con la voce rotta, ho fatto i tre passi che mi separavano dalla porta e poi fuori mi sono accasciata piangendo come una disperata (per fortuna non c'era nessuno). Era come avercela di nuovo lì con me e poterla abbracciare per un'ultima volta. Dio quanto mi manca. Cingevo l'urna con le braccia mentre me la premevo stretta stretta contro la pancia. Non la volevo lasciare andare. Non so per quanto tempo io sia rimasta così, in ogni caso non per molto visto che dovevo andare da mia mamma che aspettava quieta in macchina. Abbiamo pianto insieme e poi via verso la destinazione finale. In macchina non riuscivo a staccarmela dalla pancia, mi dava un senso di sicurezza, di solidità, di Tutto. Arrivati sul posto mamma è stata in macchina mentre io sono scesa a fare quello che dovevo fare. Pensavo sarebbe stato più difficile, pensavo sarebbe stato più doloroso. E invece è stato quasi bello. Memore di quello che successe con l'altra nonna, che su decisione dei suoi figli venne sparsa in un terreno e quindi una volta aperto il sacchetto PLUF, lì, per terra, la nonna per terra, io ho scelto l'acqua. No, non l'acqua di mare che anche quella potrebbe fare l'effetto PLUF, ma l'acqua del fiume che scorre, il fiume di fianco alla nostra vecchia casa, quella in cui con lei sono vissuta finché le nostre strade hanno preso vie diverse. Le ceneri erano bianche bianche, come la neve, e la corrente forte e sicura. L'acqua l'ha portata via da me, ma in modo dolce, determinato, definitivo. Le ho detto addio, di nuovo, in un momento intimo solo nostro che ricorderò per sempre. Mi manca tanto.
Avere la facoltà di spargere le ceneri dove si vuole è già qualcosa... a Roma non si possono portare a casa né disperdere, solo nel piazzale dedicato del cimitero (e comunque il Tevere è una tale fogna che riterrei offensivo finirci dentro). Comunque mi pare anomalo che abbia fatto tutto tu mentre tua madre è stata sempre in macchina... non se la sentiva?
RispondiEliminaLei ha difficoltà a camminare, cammina poco e con un bastone e questo è il motivo per cui fisicamente le ho sparse io. Per quanto riguarda la burocrazia mia mamma ha la quinta elementare (o forse la terza media) ed è dislessica. Fatica davvero a comprendere le cose più semplici...
EliminaDalla natura nostra madre terra sei venuta, alla madre terra sei ritornata, Gesú Cristo, nostro Salvatore, verrá a risvegliarti nell´ultimo giorno. :-)
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