lunedì 8 maggio 2023

Non esiste dolore più grande

Il 3 maggio alle ore 10,05 il mio mondo è crollato. Di tutti i nonni che in questo periodo ci fanno preoccupare per la loro salute, lei era l'unica che stava bene. Non ero pronta. Non sono pronta. E' morta così, da un momento all'altro e io mi sono ritrovata improvvisamente sola. Siamo sempre state insieme, io e lei, perché mi ha fatto da mamma, da nonna e da papà. Ve ne avevo parlato spesso, qualcuno forse ricorderà questo post che spiega in poche righe quanto amore ci fosse fra noi. Da quando sono nata a qualche giorno fa, la sua presenza nella mia vita è sempre stata lì, e la mancanza, la tristezza, il dolore, sono qualcosa di difficilmente esprimibile a parole. Perché in vita mia non ho mai provato un dolore più immenso, più straziante, più profondo, più penetrante. E io, adesso, non so come fare. Mia mamma è rimasta fedele a sé stessa, completamente in palla per riuscire a occuparsi di quello che stava succedendo e così, come è sempre stato, ho preso in mano io le redini del nostro trio. Ho fatto tutto, tutto, tutto io. Dalle scelte più piccole e banali a quelle più mastodontiche e quasi irreali mentre cercavo disperatamente di non impazzire io e di preservare mia madre dalla realtà. Ho già sgomberato tutto. Mia mamma vuole dare via tutto, io non voglio dare via niente. Le è presa così, a lei, e non si può di certo puntarle il dito contro perché a ognuno il lutto prende in modo diverso. Io invece mi sono portata a casa qualsiasi cosa, anche i suoi pacchetti di sigarette sebbene io odi il fumo. Ma ieri, dopo aver passato una giornata infernale fatta di funerale e dolore, mentre guardavo il soffitto cercando un sonno che tardava a venire, ho capito il perché: non voglio dare via nulla perché non riesco, o non voglio, lasciarla andare. Non ce la faccio. Ieri sera poi è sopraggiunto un nuovo sentimento che ancora in questa settimana non si era mai affacciato: la tristezza. Ma non una tristezza normale. Fino a ieri tutto era un dolore lancinante, assurdo, al limite dell'umana sopportazione. Ma da ieri si è insinuata anche questa tristezza cupa, profondamente oceanica, un peso in mezzo al petto che mi chiedo se mai se ne andrà.

Il mio mondo è crollato. E la mia vita non sarà più la stessa.

6 commenti:

  1. Mi dispiace tanto spetti
    Un abbraccio grande
    Nia

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  2. Ma lei sarà sempre con te un abbraccio Alessia

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  3. Ti leggo sempre ma è da tanto che non ti lascio un messaggio sul blog. Volevo solo dirti che mi dispiace tantissimo e che so che cosa si prova, che cosa si sente, che cosa vuol dire non volerla lasciare andare via. E so che ci saranno sentimenti contrastanti che si faranno largo dentro di te, prima il dolore, poi la tristezza, poi una pace improvvisa che rischia di tramutarsi in rabbia.
    Ti mando un abbraccio.

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  4. Mi dispiace perché la perdita di una persona cara è difficile da somatizzare. Con l'età sto scoprendo che il lutto per persone care, o anche solo amiche o conosciute, si moltiplica esponenzialmente lasciandoci sempre più vuoti ed emozionalmente provati. Esausti a volte. Ci si fortifica anche, ci si rende consapevoli dell'effimero respiro di vita di cui siamo circondati, è come iniettarci un vaccino autoimmune, innalzare una torre d'avorio contro tutto, a far si che la vita - che non credevamo più la stessa - torni a somigliare a qualcosa di percepibile, di vivibile, di affrontabile. E lo diventa.
    Un abbraccio

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