lunedì 16 novembre 2020

All'origine dell'ansia

E' da qualche settimana che stavo proprio male. Fortissimi attacchi d'ansia mi prendevano come prima della terapia, così forti da sfiorare gli attacchi di panico. Non riuscivo a respirare, figuriamoci a dormire. E ovviamente neanche a dirlo il campo ansiogeno ha sfondato la barriera dell'alimentazione quasi subito, sprofondandomi nei momenti bui pre-psicocosa, dove non riuscivo a controllarmi e tutto si rifletteva inesorabilmente sul cattivo umore, rabbia assurda e tristezza profonda. Ero sicura non fossero solo ormoni perché stavo esattamente come prima della terapia negli anni bui della bulimia, più come stato d'animo in realtà che come comportamenti. Stesse reazioni, stesse sensazioni, stesso buio. Ho provato molte volte a capire l'origine del mio fortissimo stato d'animo ed ero giunta a due possibilità: o ero così in ansia perché ancora non avevo preparato nulla per l'arrivo del bambino, o ero così in ansia perché io non ero preparata all'arrivo del bambino. Pendevo per la seconda ipotesi condita leggermente dalla prima. Nonostante tutto non riuscivo a risolvere la situazione e nel profondo capivo che c'era di più. E poi ieri sera la giusta domanda: che cosa c'è nella situazione attuale di così simile alla mia situazione precedente da farmi scatenare gli stessi sintomi? L'impossibilità di controllare la situazione. In fondo cos'è la bulimia? Il disperato tentativo di controllare il cibo fino al limite della razionalità per poi perdere il controllo e sfondarsi di roba. Ovviamente questa è solo la superficie, alla base si ha la profonda necessità (o illusione) di controllare qualcosa nella propria vita perché ci si sente succubi di tutto. E che cos'è il parto naturale? Un qualcosa di impossibile da controllare, impossibile da pianificare, impossibile da prevedere. La quintessenza del lasciarsi andare. Una volta capito questo mi sono istantaneamente calmata, ho dormito decisamente meglio questa notte, e sta mattina ho chiesto a Mr. D. di fare il giochino della domenica (a domani la spiegazione di cosa sia). Voilà

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