lunedì 14 novembre 2016


In questi anni mio padre, lo ammetto, ha fatto progressi da gigante, tuttavia mi sono resa conto che la mia malsana paura di contrastarlo, di dire la parola sbagliata davanti a lui, di giustificarmi per qualsiasi scelta io faccia nonostante i miei 35 suonati e' sostanzialmente ancora li', non si e' smossa di un nanomillicentimetro. Ci ho ragionato su in questi giorni in cui, per pura casualita', ci siamo frequentati piu' del solito e la conclusione e' ancora questa: la paura di perderlo. Mio padre se ne ando' di casa che avevo tre anni o poco meno e da quel momento la paura dell'abbandono alberga nel mio essere e ci sta fin troppo comoda. E' uno di quei maledetti sentimenti che non si limita alla persona in oggetto ma si fa largo come edera infestante attanagliando tutti i miei affetti e non riesce ad andarsene. Mi fa strano pensare che nonostante la mia maturita', nonostante io ne sia consapevole, nonostante i miei nonostante, lei sia ancora li', la maledetta. Mi chiedo se prima o poi se ne andra' o rimarro' sempre con lei a braccetto davanti a lui.

3 commenti:

  1. Spetti, ci sono cose che non guariscono, dobbiamo semplicemente imparare a conviverci. Per te è l'abbandono, per me il senso di inadeguatezza. Il meglio che possiamo fare con le nostre paure, è farcele amiche. Solidarietà!

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  2. I traumi subiti in etá evolutiva sono cazzi amari cara spettinhouse.

    Ma scusa un momento .. questo "galantuomo" ( nota le virgolette) che se non ricordo male era anche un po' psicopatico e vi contava i maccheroni nel piatto ... ( non ho minga ben capito se eri unica o avevi sorelle )... e poi ha lasciato tua madre e te e ve la siete dovuta smazzare da sole tu, tua madre e mi pare tua nonna... insomma .. proprio 'sto tipo qui non mi sembra una di quelle presenze fondamentali nella vita adulta. Non ha fatto giá troppi danni?

    Se non ricordo male c'é al riguardo un noto adagio popolare che dice piu' o meno "certe persone è meglio perderle che trovarle" .... magari esagero.

    Pero' .. boh ?

    Saluti

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  3. @Andretta: Esattamente, ho ragionato sulla stessa cosa: la convivenza con le proprie irrazionali paure

    @Vedetta: Il tuo quadro e' pressapoco corretto :) Sono figlia unica (grazie al cielo) e si, poi ho vissuto con mia mamma e mia nonna. Di danni ne ha fatti parecchi ma non si finisce mai di imparare, le persone a volte possono cambiare, non del tutto ma sicuramente un po' si... Ti rimando a uno dei prossimi post che scrivero' :)

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