Da quando ho letto
un imprecisato numero di libri di Stefano Benni, mi sono accorta che
il mondo che ci circonda, quello vero, a volte e' cosi' somigliante
ai suoi libri da fare quasi paura. Il ragazzo scrive ironizzando
sugli esseri umani, spingendo la realta' fino al limite dell'assurdo
ma, osservando bene con occhi aperti, stupisce quanto questa sua
assurdita' sia davvero molto molto vicina alla nostra assurda
realta'. Ricordo ad esempio un'estate in cui tornavamo dal mare,
chiusi all'interno di una coda autostradale interminabile, in cui
l'immagine della descrizione dell'inferno benniano mi venne in mente:
l'inferno e' possedere una splendida nuova Ferrari, prenderla per
la prima volta, imboccare la tangenziale e fermarsi in coda gia' alla
rampa d'accesso, rimanendo li per tutta la vita (o una cosa simile).
Questo per dirvi
che ultimamente mi guardo attorno e vedo questo:
Non so a voi, ma io
ogni volta che vedo una cosa del genere penso subito a questo:

Ogni tanto vedo anche io qualcuno sul segways ... pero' in genere sono single ... ragazzi, piu di rado ragazze.. mai vista una intera famiglia andare a passeggiare scivolando sul segways... ( anche perché ti serve una superfice bella liscia tipo pista ciclabile per farlo andare bene)
RispondiEliminaComunque il paragone con l'umanitá fancazzista e futuristica di Wall-e che circola sulle poltrone volanti non è molto lontano dall'esempio che hai fatto..
non ci avevo pensato :)
RispondiEliminanoi ne abbiamo uno, lo usa il marito nelle fiere, e il Nin in cortile ogni tanto, raggiungendo vette di popolarità ineguagliate :-)
Di base comunque preferisce il monopattino o i pattini.