mercoledì 3 agosto 2016

Felinvicini


La signora che abita di fianco a noi ha due gatti fratelli, un maschio e una femmina. Il maschio, chiamato dalle mie figlie Pa-Tato, e' alquanto socievole e... come dire... vocale. Eh si. Il ragazzo riesce a svegliarmi anche alle quattro di notte col suo dolce, tenorico, sirenico miagolio. Fino a ieri sera era supposizione comune che Pa-Tato chiamasse a gran voce Camomilla solo per socializzare un po' con la sua vicina di casa la quale, lasciatemelo dire, non gliene puo' fregar di meno. E invece ieri la scoperta. Pa-Tato, in estrema astinenza sociale, sotto lo sguardo attonito di sua sorella ha provato a saltare dentro il nostro balcone, con la vicina che mi chiamava a gran voce per farmi afferrare il gatto per la collottola. Lo prendo al volo, lo coccolo, lo metto in una gabbietta e lo riporto alla legittima proprietaria, non senza un passaggio dalle mie entusiastiche figlie per l'inaspettata visita. Io ho a che fare con gatti da 35 anni, mi sarei aspettata da parte sua un po' di paura, panico o quanto meno qualche graffio qua e la e invece il micione si e' fatto placidamente prendere, accarezzare, sbaffare dentro alla gabbia e trasportare. La mia vicina ha ammesso di aver capito il problema di Pa-Tato: io. Eh si, il gatto non chiama la mia gatta, chiama me. Quando sente la mia voce, a detta della vicina, si fionda alla finestra e inizia a miagolare finche' non esco a salutarlo. Pensa un po'... uno spasimante felino... e' proprio vero che gli anni passano ma rimango felinamente affascinante.

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