Prendendo
spunto da un post di un bel po' di tempo fa di proprieta' della
signora Patalice, mi sono domandata quale possa essere il mio luogo
azzurro, ovvero il luogo in cui tu possa sentirti davvero te stessa,
davvero bene, davvero in pace. Credevo che un luogo cosi' non
esistesse. Ne ho pensate di ogni, dalla prateria e dall'albero
secolare fino alle braccia coccolose della mia mamma ma nessuno
sembrava cosi' azzurro come avrebbe dovuto essere. Come spesso accade,
pensare troppo a una cosa finisce per stressare cosi' tanto il
cervello da non riuscire a trovare una soluzione finche', quando
proprio non ci si pensa, eccola li' davanti a te. Mi si e' palesata
in un pomeriggio di fine luglio quando, chiusa in camera mia chitarra
alla mano, cantavo una canzone di De Andre'. Considerate che le
condizioni devono NECESSARIAMENTE essere queste: camera mia, camera
chiusa, occhi chiusi, chitarra mia, voce mia. Quando suono e canto
nella mia camera niente ha piu' valore di quello che sto facendo,
posso essere totalmente me stessa, posso essere totalmente libera. Finalmente l'ho trovato, il mio Luogo Azzurro.
Bellissimo, sei al passo successivo quindi, via i pensieri zavorra, quelli che ci dicono che il "luogo azzurro" sia un luogo... ma non esistono luoghi perfetti, ma CONDIZIONI PERFETTE, il mio lago azzurro è un lago di birra (ma questa è un altra storia)
RispondiEliminanell'ultima frase volevo scrivere luogo e non lago :-p
RispondiElimina@RES: Non so perche', ma mi ricorda vagamente Homer Simpson :P
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