mercoledì 17 settembre 2014

Buttati nel caos


Io delle elementari ricordo poco o nulla, ma ricordo la sensazione che mi ha accompagnato i primi giorni del liceo. La scuola era immensa, i ragazzi davvero tantissimi, le scale ovunque, le classi rumorose, il ponte pieno di fumo. Ricordo che facevo sempre lo stesso incubo in cui arrivavo giu' all'ingresso la mattina, consultavo la piantina della scuola ma regolarmente mi perdevo e non riuscivo a trovare la mia classe. Ieri la Primogenita si e' persa proprio dentro la scuola, me l'ha raccontato come un fatto divertente, forse perche' a perdere la strada erano in tre e come bussola cercavano di seguire la voce del maestro che li chiamava urlando (grazie al cielo li aveva gia' visti per cui sapeva che erano presenti senno' li segnavano assenti mentre in realta' vagavano come fantasmi in mezzo a corridoi vuoti). Ma non e' questo il punto. Alla mattina all'entrata a scuola regna sovrano il caos supremo. Cinque anni, tre sezioni per anno. Uguale: centocinquantamilamilioni di bambini urlanti. Il problema sorge quando le bidelle pretendono che i piccoli di prima, che ancora neanche sanno riconoscere la faccia della maestra, entrino da soli senza genitori e riescano a raggiungere la loro classe in autonomia. Io parto dal presupposto che le maestre abbiano sempre ragione. E fin qui tutto ok. Ma il mio presupposto ha un limite. E buon terzo giorno di scuola.

2 commenti:

  1. Ho un ricordo piacevole del caos mattutino delle elementari. Nella mia scuola le sezioni erano almeno cinque o.O

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  2. Naaa... le maestre della prima DEVONO accogliere i bambini per almeno un paio di settimane all'ingresso!! E nelle scuole in cui non è concesso l'ingresso ai genitori, i bambini devono essere accompagnati/sorvegliati dal personale fino alla consegna ai genitori in uscita. Sono le indicazioni stabilite dal ministero ma è anche buon senso!

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