lunedì 30 gennaio 2017


“Mamma? Sei carina mamma, sei la piu' dolce mamma”
La mia piccola biscottina...

Il vaso di pandora


Ok, ho aperto il vaso. Appena ho preso la decisione di ricominciare a scrivere: apriti cielo. E' proprio vero come un semplice passo in una direzione possa far aprire miliardi di porte che erano state chiuse ermeticamente. Mi e' bastato per esempio fare una semplice telefonata per ottenere una mia rubrica personale su un giornale, liberta' totale di scrittura una volta al mese. E poi mi e' bastato mandare una mail per ottenere un articolo al mese su un'altra rivista. E poi quattro chiacchiere con un amico e di nuovo uno spazio di pubblicazione mensile. E poi per caso una telefonata e un altro spazio fisso su un'altra rivista.
Estiqaatsi.


venerdì 27 gennaio 2017

Di decisioni prese


Io sono una di quelle persone che prima di prendere una decisione rimugina rimugina rimugina e pensa e pensa e ti ripensa, oppure prende la decisione di impulso ma tornandoci sopra successivamente con duecentomiliardi di pensieri contrastanti. Il periodo per me, come sapete, non e' dei migliori e le due decisioni che vi sto per elencare sono venute fuori di una spontaneita' non piu' vista da circa 20 anni, come quando a sedici anni si riusciva tutto a vedere o bianco o nero.
Insomma, ho deciso:
  • prendo la patente per la moto. Io sono stranamente famosa nel mio vecchio quartiere per essere stata la bambina che veniva scarrozzata a destra e a manca in moto gia' all'eta' di due anni. Quello scavezzacollo di mio padre mi legava dietro di se' con una corda e via a scuola. Con lui ho affrontato molti viaggi in moto, uno dei quali ci ha portato fino in Ungheria sotto un torrente di pioggia scrosciante (non mi sono mai bagnata cosi' tanto in vita mia) e ricordo sempre la sensazione di profonda quiete che mi da' sedermi su una due ruote. Io odio la velocita', non mi piace l'adrenalina, ma adoro la sella sotto il sedere, adoro la brezza sul volto e adoro la passeggiata domenicale a passo di danza sui colli. Sono trent'anni che voglio quella cavolo di patente e trent'anni che ho sempre avuto altre priorita'. E' venuto il momento di prenderla
  • ricomincio a scrivere. Cioe', intendiamoci, non che io abbia mai smesso, ma io parlo dal punto di vista professionale. Ho ricontattato due o tre persone che mi avevano chiesto la disponibilita' sullo scrivere alcuni articoli qualche mesetto fa e i quali erano stati liquidati da un mio “Seeeeeeee come no! E chi lo trova il tempo per fare anche questa?”.
E' ora di ricominciare da me.

giovedì 26 gennaio 2017


“Sbibuli, allora giochiamo? Io sono la maestra e tu l'allieva?”
“Si”
“Ok, traduci: FROG”
“Rana”
“Brava! CAT”
“Gatto”
“Prefetto. DOG”
“Cane”
“Brava. I'M FROM BOLOGNA”
“Parigi”
Ehm... no... I'M FROM BOLOGNA... BO-LO-GNA”
“Parigi”
<.<

martedì 24 gennaio 2017

Le barbone


Allora mamme, mi raccomando per il compleanno di mio figlio vestite i vostri bambini molto comodi, con le tute, perche' si sporcheranno con colori, tempere e glitter
Se arriva un messaggio simile sul vostro cellulare cosa fate? Io ho provveduto a vestire le mie figlie da barbone. Non che sia stato particolarmente impegnativo vista la quantita' di vestiti con toppe, macchie e buchi che alberga nel nostro armadio. Domenica pomeriggio varchiamo la soglia della festa e vedo bambine con la gonnellina, bambine coi capelli sciolti e boccoli fluenti, bambini vestiti candidamente di bianco, bambini con il cravattino e la camicetta intonsa. Poi, come in un film, mi giro lentamente a guardare le mie figlie: Primogenita vestita con una tuta fucsia palesemente piccola per la sua stazza, con una toppa in un ginocchio color verde flu e capelli spettinati tirati su alla menopeggio con un trabiccolante sistema di codini ormai a prova di bomba; Sbibulina vestita con una tuta grigia palesemente enorme per la sua stazza, colma di macchie di olio dovute a un incidente in cucina di qualche settimana prima e capelli spettinati tirati su alla menopeggio con un trabiccolante sistema di codini ormai a prova di bomba. Due barbone.
Vabbeh: che i giochi abbiano inizio.

domenica 22 gennaio 2017

Il silenzio vale piu' di mille parole


Il periodo, per me non e' dei migliori. Lo sapevate che esiste la crisi dei 35 anni? Io no, o meglio non prima di capitarci dentro fino al collo. Mi sono ritrovata infatti a pensare alla mia vita, a cosa ho concluso, a cosa non ho concluso, al lavoro, ai figli, alla pazienza, al matrimonio. Razionalmente sono sicurissima che, per quanto una persona sia realizzata nella sua vita, quando si presentano questi periodi trovera' sempre qualcosa che non va, qualcosa che tirando le somme non coincide con quello che vorrebbe vedere. Razionalmente. Irrazionalmente ci son dentro fino al collo. Provate poi a condire questa sensazione alla casalinghita' che ultimamente si sta rivelando piu' difficile del previsto. Sbibulina continua a non smentirsi mai. Lei e' dolce, coccolosa, ma ha un carattere di ferro per cui se vuole una cosa e' capace di sfracassarti le scatole finche' non l'ha ottenuta, sempre che non la ottenga prima con l'inganno. La ragazza infatti non ha scrupoli di nessun tipo, tende a volerti fregare e, se beccata, a frignare a piu' non posso. Questi atteggiamenti potevano anche (ma anche no) andar bene sui due-tre anni, ma ai quattro anni e mezzo iniziano proprio a dover essere decisamente corretti. Nonostante siano quattro anni che io cerco di porvi rimedio, il carattere e' il carattere e risulta difficile riuscire a far capire alla pupetta cosa sia giusto o non giusto fare. Per Primogenita invece: apriti cielo. Non so cosa sia successo, la fase dell'ormonella pre-adolescenziale non dovrebbe ancora farsi vedere all'orizzonte visti i suoi solo otto anni e mezzo, e invece la ragazza ha iniziato a rispondere con toni neanche lontanamente educati. Intendiamoci: Primogenita e' sempre stata una brava bambina. Se le si diceva un no, lei magari protestava, magari urlava, magari fronteggiava ma dopo un nanosecondo tornava sulla retta via e faceva cio' che le avevi chiesto. Ora no. Ora risponde a tono, ti sfida guardandoti negli occhi, ti urla contro e se ne va inkazzata nera. Ieri e' arrivata a dirmi che non ne puo' piu' di me e io, basita, ho guardato la porta chiudersi davanti alla mia faccia mentre sulle mie guance iniziavano a scendere le lacrime e nella mia testa iniziavano ad affacciarsi domande del tipo di gia'?. E la ciliegina sulla torta sapete qual'e'? La coalizione. La coalizione e' un qualcosa che in casa mia si ripresenta puntuale ogni tot mesi, mi manda in crisi durissima, poi passa poi si ripresenta poi passa poi si ripresenta. La coalizione e' quell'evento per cui se io dico una cosa, sia le mie figlie che mio marito o non mi ascoltano per niente o mi danno contro, coalizzandosi fra loro. La coalizione puo' spaziare dal e' ora di andare a letto - NO, al non e' bello fare una festa di compleanno un mese prima che si compino gli anni – SI FA LO STESSO e via di seguito. La coalizione mi mette in crisi per due ragioni che fondamentalmente possono essere riassunte in una sola: non essere ascoltata mi ferisce profondamente, forse piu' di ogni altra persona perche' scava nelle ferite infantili che ho vissuto e le fa rivivere piu' forte di quanto dovrebbero. Da una parte e' brutto parlare e vedere che nessuno ti ascolta, e vi assicuro non essere una paranoia. A volte provo a iniziare un discorso e a lasciarlo a meta': nessuno se ne accorge, giuro, nonostante io mi stia palesemente rivolgendo a mio marito, magari pure guardandolo negli occhi. Dall'altra parte e' brutto dire una cosa e sentirsi rispondere l'esatto contrario e vedere la famiglia schierarsi sempre dalla parte opposta, marito compreso. In tutto questo io, beh, io sono stanca, sono molto molto molto molto stanca. Ho un'insana voglia di mandare tutti affanculo e andarmene via, altalenata dall'altra insana voglia di mandare tutti affanculo e mettermi sotto le coperte a dormire tutto il giorno.
Oh, si, ho provato a parlarne con Mr D. ma mi sono sentita rispondere che e' colpa del tempo, che fa freddo e che quando ci sara' il sole mi sentiro' meglio (il sole? IL SOLE?!?!?!?! makazzarolaporcadiquellaputtanaladracciamaledettabaldracca! Ma mi hai ascoltato?! Ma davvero mi stai dicendo che se verra' il sole mi sentiro' meglio? DAVVERO?!?!?!).
Io lo so che questo periodo passera' ma io sono stanca di rivivere questi periodi e aspettare che passino, o meglio sono stanca di rassegnarmi alla situazione.

Ps: lo dico senza peli sulla lingua: io sto male. Chiedo la cortesia a chi mi legge di non fare commenti “maligni” o volti a dare contro a me o a un membro della mia famiglia (capito VEDETTA?) perche' non avrei la forza psicologica necessaria per reggerli. Grazie

mercoledì 18 gennaio 2017

C'e' sempre una prima volta


“No, no e no”
“E invece si”
“E invece no!”
“Primogenita, non e' che puoi decidere di non andare a scuola. A scuola ci si va e basta, come io e papa' andiamo a lavorare. L'unica cosa che puoi fare e' decidere come andarci: puoi andarci senza aver fatto colazione, stanca e trasandata oppure puoi alzarti, fare una bella colazione, lavarti ben bene la faccia e i denti, farti due bei codini e affrontare la giornata nel modo migliore”
“Non hai capito! Io non ci vado!”
“E invece ci vai. E' l'unico tuo dovere”
“E invece no”
“E invece si. Lo so che non vuoi andare per paura di prendere una nota con l'interrogazione di scienze. Ma non importa, Amore. Le cose le abbiamo studiate insieme, io so che sei superpreparata quindi se anche ti fara' una domanda che in quel momento non ricorderai, pazienza, sapro' comunque che avrai studiato”
“No... no no no e no”
“Amore, le note servono alle insegnanti per dire ai genitori che i figli non sono preparati come si deve.Se prenderai una nota, non morira' mica nessuno. Io so che hai studiato e so anche che sara' solo per quella domanda”
“No no e no”
“E invece si”
“E invece no. Non voglio andarci per un altro motivo. Ecco”
“Ma... come.... mi avevi detto che era per l'interrogazione...”
“No, mamma. Non ci voglio andare perche' questa supplente e' cattiva, mette le note sul diario quando chiacchiero!”
“Eh, cara mia, non si chiacchiera in classe”
“Ma io non riesco a non chiacchierare”
“E tu provaci”
“No mamma io non ci riesco proprio, e' piu' forte di me”
“Intanto vestiti”
“No no no no e poi no”
Ebbbbbbuongiorno

Dialoghi fra sorelle


“Io da grande faro' la scienziata e inventero' un sacco di cose utili”
“Mi devi dire poi dove farai il mercatino che verro' a comperare quelle che non ho”
“Si si, ma poi paghi eh!! Paghi eh! Non e' che ti do le cose gratis”
“Si si, tanto io saro' ricca”

lunedì 16 gennaio 2017


“Papa'? Puoi chiedere alla mamma di essere piu' paziente con noi?”
Touchée

venerdì 13 gennaio 2017


Eh si, sono stata tradita da Yoda. E dire che lui dovrebbe essere dal lato buono della forza. Forse si e' offeso perche' l'ho chiamato Yogurt e quando lo guardo gli dico sempre Che lo sforzo sia con te ma e' piu' forte di me e gli intenditori dovrebbero apprezzare.
Per farvela breve ho dovuto riformattare la mia chiavetta a forma di Jedi perdendo ovviamente tutti i dati in esso contenuti. Sono una persona scrupolosa per cui avevo salvato tutto, ahime' quasi tutto, sul computer. L'unico file che non ritenevo degno di essere salvato altrove era un file word in cui avevo progettato una splendida cena con delitto su piu' livelli spettacolare, ci avevo messo un bel po' di lavoro e passione dentro. Ovviamente essendo la trama superincasinata e avendo io una memoria da opossum dovro' ricominciare da capo.
Che lo sforzo sia con me.