Il senso di colpa
credo faccia parte della quotidianita' di una madre, della mia
sicuramente. Ieri sera ero molto stanca, avevo appena preso
un'aspirina per il fortissimo mal di testa e raffreddore
semi-imminente e mi sono diretta controvoglia ad andare a prendere le
mie figlie a casa di amici. Quando sono arrivata sono stata accolta
da una vera e proprio rivolta filiale in cui cinque nanerottoli
volevano costringere quattro adulti a mangiare la pizza e a passare
la serata tutti insieme. Voglia mezza. Tre adulti consenzienti, un
adulto (ovvero io) assolutamente contrario ma in apparenza
consenziente. Con un'abilita degna di Harry Houdini sono riuscita a
convincere sia gli adulti (falsando gli orari di incontro e
rendendoli impossibili) che i bambini (adducendo scuse di
assolutamente false di poca organizzazione) che quella era la serata
sbagliata e che avremmo pizzato
questo sabato con l'aggiunta anche di un bel pigiama party a notte
fonda. Nonostante le mie abilita' da
voglioandaresulmiodivanoepoltrireinpace, si sono levati cori
di protesta, capricci, urla, musi lunghi e chi piu' ne ha piu' ne
metta che sono durati per tutto il tragitto dalla casa degli amici
fino a casa nostra. A volte mi chiedo se davvero io non sia una madre
degenere. Vedo mamme che giocano insieme ai loro bambini quando ci
sono gli amici in casa mentre io costringo i nanetti in camera loro a
giocare per poter leggere un libro in pace o cucinare guardandomi Friends, vedo mamme che appena i loro figli chiedono una cosa
scattano con un bel sorriso stampato in faccia ad accontentarli
mentre se a me dicono che hanno ancora fame si sentono rispondere che
possono tranquillamente saccheggiare la dispensa arrampicandosi sul
mobile della cucina tanto ci arrivano. Vedo mamme che hanno figli che
fanno bene o male tutto quello che vogliono mentre le mie figlie
sanno che se vogliono anche solo vedersi un cartone animato occorre chiedere il permesso,
vedo mamme che non sgridano e sorridono mentre io mi sento sempre
sull'orlo di una crisi di nervi, sempre stanca e affaticata. Una
parte di me, quella bella spettinata, in tutona e calzettoni, con gli
occhi assonnati e sguardo assente, si dice che e' del tutto normale,
sono una mamma che per meta' giornata lavora e per l'altra meta' si
occupa della casa e della famiglia. L'altra parte di me, quella che ha gli occhiali a
mezza luna, con i capelli ordinatamente raccolti in uno chignon,
tailleur blu scuro e camicetta bianca, con in mano una matita
appuntita e un blocco prendi appunti su una cartelletta, dicevo
l'altra parte di me mi dice a chiare lettere che in fondo il mio
lavoro non e' un lavoro pesante, che la casa la sistemo sempre in
fretta, che il cucinare non mi occupa poi cosi' tanto tempo e che in
realta' ultimamente ho molto tempo libero, ho tempo perfino per
leggere, per cui potrei anche alzare il mio culone e dedicare piu'
tempo alle mie figlie.
Io la odio, quella
superpettinata maestrina del kazzo, ma non so perche' e' sempre
quella che mi pare abbia piu' ragione...