lunedì 24 ottobre 2016


“ALLORAAAAAA! TIRA QUELLA PALLA CAZZO!!!!”
“Papa'!!!! Papa' io ti ho sentito eh! Ti ho sentito! Tu hai detto una parolaccia”
“Ehm... ma no dai amore...”
“Si si, io ti ho sentito! Vero Sbibuli'? Papa' ha detto quella parolaccia che non si dice! Quella con due zeta”
“Oh, non si puo' stare tranquilli neanche allo stadio”
C.v.d.

venerdì 21 ottobre 2016

Conversazioni lettifere in una camera da letto buia


“Uffaaaaaa! Ma mamma! Ma io proprio non ne ho voglia”
“Sbibuli'... dai coraggio, e' tardi e domani c'e' pure scuola. Bisogna andare a letto”
“Ma maaaaaaaaaamma! Io a letto mi annoio! Non ho voglia di dormire”
Cara mia, aspetta ancora qualche annetto e poi vedrai come girera' il vento. Ora di coricarsi per me stessa medesima? Il prima possibile. Ronf.

mercoledì 19 ottobre 2016

I ciccicosi – dialogo fra sorelle


Sai oggi ho trovato un sacco di ciccicosi”
Davvero? E dove?”
In giardino, ci ha portato la maestra”
E me li fai vedere?”
Si si, aspetta”
Sbibulina si ferma la', in mezzo alla strada, si china, si infila due minuscole ditine fra la scarpa e un calzino et voila'
Questo e' uno”
Si infila due minuscole ditine sempre fra la stessa scarpa e lo stesso calzino et voila'.
Questo e' due”
La scena inesorabilmente si ripete e...
E questo e' tre. Belli vero?”
Bellissimi! Appena arriviamo a casa ci facciamo un sacco di lavoretti”
Si si. Mamma? Hai visto quanti belli ciccicosi ho preso?”
Non so se essere piu' basita dalla parola in se', dal fatto che mia figlia minore nasconda dei pezzi di plastica dentro le scarpe o dal fatto che con quella robacc... ehm col suo tesoro poi mi imbrattera' con colla e acquerelli tutta casa.

martedì 18 ottobre 2016


Mamma sei carina carina”
Sei tanto brava e bella mamma”
Sei la piu' dolce mamma”
Allora qualcosa di buono lo staro' pur facendo...

lunedì 17 ottobre 2016

I'm a survivor


Quest'anno le date X sul mio calendario lavorativo sono:
  • 15 ottobre (la data X per eccellenza)
  • 6 novembre
  • 3 dicembre
  • 10 dicembre
Direi dunque che son solamente all'inizio, ma almeno la data X per eccellenza e' passata senza troppi traumi. Sono evidentemente stanca, ho sbottato per cose davvero di poco conto e durante la notte il massimo dei miei incubi e' aver sognato di dover sistemare da sola tutti i giochi delle mie figlie mentre loro e Mr D. se ne vanno a zonzo in qualche citta' di mare. Se consideriamo il fatto che l'estate e' appena passata e che sono tornata da poco da tre giorni da favola e che avrei decisamente gia' bisogno di un altro po' di ferie lontano da qui, beh, non e' che siamo proprio messi bene bene. Pensate che ieri sono uscita di casa che diluviava (sono riuscita a inzupparmi nonostante ombrello e macchina prestata dal marito). Sono rimasta imbottigliata nel traffico per piu' di tre quarti d'ora (che sempre mi ricorda il perche' giro in bici e ho venduto l'auto) e una volta arrivata sotto all'ufficio ho notato che non avevo le chiavi. Ho cercato il cellulare per chiamare il mio collega e ho notato che non avevo neanche il cellulare. Dopo aver tirato improperi ed essere riuscita ad entrare nell'ascensore ho pensato Dai, su, B., non puo' andare peggio di cos... e zac! Mi e' caduto a terra, aprendosi come un cioccolatino, il cellulare aziendale. Vi risparmio cosa sia capitato (di tutto) nella giornata lavorativa ma poi, una volta suonata la campanella, ho preso la macchina per andare a casa e ho pensato Ora si che posso staccare il cervello. Sulla strada di casa, mentre cercavo di canticchiare senza pensare guidando serena serena ho notato che stavo facendo tutte quelle belle multabili preferenziali che di solito faccio in bicicletta. Dopo aver tirato un numero imprecisato di improperi sono arrivata sotto il portone di casa. Ora vado a correre ho pensato, e poi ho subito pensato Se vado a correre in una giornata cosi', minimo mi rompo una gamba. E allora che divano, plaid e film siano. E questo solo ieri. Devo solo sopravvivere fino al 10 dicembre. Solo.

mercoledì 12 ottobre 2016


Mi ritaglio cinque minuti per scrivere di questo giorno speciale. Oggi infatti, per la prima volta da quando e' nata, Sbibulina andra' a giocare a casa di un'amichetta, il tutto senza la sottoscritta. Cioe' da sola. Lei da sola e io da sola lontana da lei. Inutile dire che non e' mai successo. La bimbolotta ha sempre avuto piu' o meno bisogno di me e le poche volte che altri amichetti sono stati lasciati alla sottoscritta si erano rivelati troppo piccoli per riuscire a giocare insieme senza una mediazione mammafiglio ogni tre per due. Oggi invece verra' prelevata alla materna dalla mamma della sua migliore amica, andra' a giocare a casa della sua migliore amica e io entrero' in gioco solo alle sette meno un quarto di questa sera. Oh, gia' mi manca. Lo so lo so, solo le mamme mi possono capire, e dire che io non sono neanche una di quelle mamme maniacal-appicicaticce che ogni tanto si vedono in giro. Sta crescendo anche lei, la Sbibulina, e io mentre la sbaciucchiavo questa mattina, accoccolata su di me ancora mezza intontita dal sonno, mi sono ritrovata a pensare che davvero vorrei che non crescesse e sono rimasta anche quasi semi-sconvolta da questo pensiero poiche' ho sempre creduto di NON essere una di quelle mamme con questa tipologia di pensieri. La realta' pero' e' ben diversa: sono una mamma che ha paura di perdere le sue bambine per ritrovare le sue ragazze, sono una mamma che ama cosi' tanto le sue figlie che pero' non osa dirglielo, sono una mamma che le sprona a crescere ogni giorno pur portando dentro al cuore la consapevolezza, venata da tristezza, che arrivera' prima o poi il vero distacco e che sara' sempre e comunque troppo presto per esserne psicologicamente pronta.

martedì 11 ottobre 2016

Rrrrrrrumba


E cosi' siamo arrivati di nuovo alla settimana piu' pesante di tutto l'anno (lavorativamente parlando). Vi scrivo solo per informarvi che:
  • si, sono ancora viva
  • si, mi sono ammalata
  • si, sto cercando di non ammalarmi troppo seriamente, almeno fino a sabato poi potro' crollare definitivamente
  • si, sono decisamente stanca
  • si, e' molto probabile che questa settimana non avro' il tempo di scrivere
  • si, in fondo sono comunque e sempre una persona felice

venerdì 7 ottobre 2016


“Mamma ma non capisci un cavolo!”
Come? Come hai detto scusa? Primogenita passa, da brava gemelli, dalla carineria piu' assoluta al diavolo in persona. Questa mattina, dopo aver sentito l'esclamazione qui sopra, mi sono usciti gli occhi dalle orbite.
Come? Come hai detto scusa? Se io mi fossi permessa di dire una cosa simile ai miei genitori altro che ceffoni. Mia madre ha alzato solo una volta le mani su di me ed e' stata l'unica volta che le ho mai mancato di rispetto (e ancora me lo ricordo). Indi per cui questa mattina apriti cielo. E' qualche giorno (o meglio qualche mese) che ogni tanto la ragazza ha delle uscite infelici decisamente fuori luogo per una ottenne e molto piu' vicine a una sedicenne. Mancare di rispetto alla sottoscritta sia mai. E visto che non e' nel mio stile alzare le mani ma e' decisamente nel mio stile strabuzzare gli occhi e diventare piu' seria del serio, con una voce cosi' calma da far paura alla caverna dei pirati, le ho tirato una bella lavata di capo.
Certe cose proprio non le lascio passare.

giovedì 6 ottobre 2016


Ah, ci hanno provato, gli stronzi. Proprio li, fuori dal cinema. Sono riusciti a rompermene una su due e cosi' ho vinto io, anche se con una grande amarezza. A Bologna sono sicura che almeno una bicicletta ogni due minuti venga fottuta da un fottutissimo ladro ma per fortuna la mia non e' stata fra quelle. Io li odio, i fottutissimi ladri di biciclette.

mercoledì 5 ottobre 2016


“Dai, Sbibuli'! Racconta alla dada dove siamo stati!”
“Si! Si! Si certo mamma! Siamo stati... siamo stati... ehm... dove siamo stati mamma?”
La mia giornata e' iniziata cosi', ricatapultata nel mondo vero dopo tre giorni totalmente immersa nella fantasia. Ho conosciuto Topolino, sono stata sbaciucchiata da Stitch, tirata a forza sul palco in uno spettacolo interamente en français e Malefica quasi quasi mi rapisce Primogenita. Ho volato su Dumbo e sono atterrata all'Isola che non c'e' (e che pero' li' c'era). Sono diventata piccola piccola e mi sono catapultata in un mondo fatto di topi, di ristoranti e di formaggio, ho visto macchine prendere fuoco, camion cadere, una cascata venirmi addosso. Ho visto Mr D. commuoversi e mi sono vista commuovere, ho visto Primogenita salutare tutti e tutto e Sbibulina rimanere a bocca aperta davanti a un castello fatto di fuochi d'artificio. Ho visto tante cose in tre giorni ma quello che ho visto meglio e' la mia bambina interiore.
E' decisamente pesante tornare alla realta'.