“Ora
ti prendo! Ora ti prendo! E' inutile che corri eh!! Ti ho quasi
preso.... Ah ah! Presa! Non hai via di SCAPPO!”
domenica 27 settembre 2015
giovedì 24 settembre 2015
Sacrosanto diritto filiale
“Allora,
sbibulina, sei carica questa mattina? Ci proviamo a non piangere? Eh?
In fondo ti piace andare dalle dade, imparate tantissime canzoncine,
giocate in giardino, ci sono i tuoi amichetti e quando torni a casa
sei sempre felicissima. Ci proviamo a non piangere? Eh?”
“No.”
… … …
“Dai,
sbibulina non fare cosi'... Ma perche' piangi, eh? In fondo ti piace
stare dalle dade, ti piace tanto tanto”
“Eh
ma io voglio la mamma”
Sai
che NON ti dico, hai ragione. Piangi, e' il tuo sacrosantissimo diritto.
mercoledì 23 settembre 2015
Idee chiare
Passata
una settimana dall'inizio della nuova materna, Secondogenita ha le
idee chiare su Lorenza e Cristina.
“Amore,
come si chiamano le tue nuove dade?”
“Una
si chiama Maestra e
l'altra si chiama Viola, hai presente mamma? Quella col culetto
grosso”
… … ...
martedì 22 settembre 2015
Da
quando ho iniziato a scrivere su blog, ovvero dal 2001, non ho mai (e
dico MAI) chiamato una persona col suo nome vero. Ho la fissazione
per l'anonimato totale. Ma oggi parlero' della Nonna Pina perche' la
Nonna Pina e' chiamata Nonna Pina anche da chi non e' affatto nipote.
La Nonna Pina mi ha fatto da mamma, da papa' e da nonna. La Nonna
Pina era li' quando sono nata, era li' quando a tre anni mio padre se
ne e' andato ed era li' quando giravo come uno zombie chiedendo di
lui. La Nonna Pina ha un passato terribile, fatto di abbandono
genitoriale a soli cinque anni, fatto di lavoro e sudore a soli
cinque anni, fatto di cuore spezzato da un uomo che prima l'ha messa
incinta, poi e' scappato, poi e' tornato, poi l'ha sposata e poi e'
scappato di nuovo e non si e' piu' fatto sentire e il tutto in nove
mesi. La Nonna Pina ha il naso grosso, gli occhiali grossi e un
sorriso che mi sta dentro al cuore. E' una donna forte ed
estremamente debole, e' estremamente triste, estremamente pessimista
ma capace di amarti come nessun altro. La Nonna Pina e' stata
trascinata lontano, contro la sua volonta', a vivere lontano da me ma
ci sentiamo tutti i giorni, la sento commuoversi tutti i giorni
quando le racconto delle sue bisnipotine. La Nonna Pina ha quasi 84
anni e poca voglia di vivere. Ho una fottuta paura che ci lasci, la
Nonna Pina, perche' non so se con un dolore cosi' grande sarei capace
di convivere.
lunedì 21 settembre 2015
Controindicazioni
Sembrare
piu' giovani della tua vera eta' puo' avere svariate
controindicazioni, alcune pero' assai piacevoli. Sono anni infatti
che si ripete lo stesso identico episodio quando dei bambini mi
vedono giocare con altri bambini fra i quali, normalmente, c'e' anche
una delle mie due figlie. Non so se sia per la mia presunta giovane
faccia, non so se sia perche' sempre piu' spesso al parco e' raro
vedere una mamma giocare con i propri figli, ma vengo
costantemente scambiata per la baby sitter nonostante la fotocopia
facciale che mi sta di fianco. E tutto cio' capita normalmente quando
una delle mie due figlie cambia scuola. E' capitato infatti proprio
qualche giorno fa con la Secondogenita, quando i bambini mi hanno
visto giocare a gambe incrociate per terra in classe mi hanno
scambiato subito per la loro dada. Non avevo considerato i pianti
causati dalla cruda verita' di un saluto lavorativo fugace cinque minuti dopo. Ieri
invece e' capitato nel nuovo parco giochi dove una nuvola di bambini
dai 3 agli 8 anni mi hanno circondato osservando come riuscivo a
creare un mondo con qualche bacchetto e un paio di foglie. “Che
fortunata che sei ad avere una baby sitter cosi'” sentivo dire a
Primogenita mentre lei, soddisfatta, dichiarava la vera identita'
della sottoscritta. Lo ammetto: son soddisfazioni.
Io
sono una persona mooooooolto refrattaria ai cambiamenti. Diciamo che
li odio. So che esistono comunque cambiamenti in positivo. Ma io li
odio. So che non tutto il male vien per nuocere. Ma io li odio lo
stesso.
Nel
giro davvero di pochissimo tempo tutta la tecnologia in mio possesso,
ovvero un iPhone e un iMac, sono diventati obsoleti e con dei
problemi esistenziali seri. Il mio Guglielmo si silenziava a
sentimento, non permetteva di aggiungere eventi nel mio calendario,
probabilmente ritenendomi fin troppo impegnata, e si alzava il volume
da solo quando era messo intenzionamente muto, manie di protagonismo.
Se vogliamo invece soffermarci sul computer, il malcapitato era
abbastanza vecchiarello, un po' come quei vecchietti che rimangono
alle tradizioni popolar di una volta rifiutandosi di immagazzinare
nuove informazioni e di adeguarsi ai tempi a meno che non sia fatto
un totale lavaggio del cervello.
Premettiamo
inoltre che sono un'appassionata Apple. Sono Apple da una vita, sono
Apple da generazioni ma francamente per l'utilizzo che faccio io
della tecnologia, un po' mi ruga spendere 2500 Euro per rinnovare il
mio parco macchine e cosi' ho cambiato sponda, non senza dubbi e
perplessita'. Quando ho scelto il computer, dopo le premesse fatte,
il commesso mi ha guardato come si guarda una poveraccia che sta
firmando la sua condanna a morte. Nonostante questo ho acquistato un
cellulare da 200 euro e un computer con uno sconto allucinante da 500
euro per un totale tutto sommato non troppo allucinante. Per riporre
una spropositata fiducia nella microsoft li ho chiamati entrambi
Jarvis. Sperem!
venerdì 18 settembre 2015
Oggi si parla di me
Quando
una donna diventa mamma finisce sempre col parlare dei figli. Ricordo
quando la mia primogenita era nata da poco che passeggiavo nel parco
avanti e indietro con una mia cara amica anche lei neo mamma e nel
giro dineanche un mese ci siamo trovate a parlare di pannolini,
cacche, tette e chi piu' ne ha piu' ne metta. Parlavamo solo e sempre
di quello perche', in fondo, quello era diventato il nostro mondo.
Ora pero' che le figlie mano a mano crescono, ci si puo' guardare
allo specchio e ricominciare a pensare a se stessi. Non che io abbia
smesso di pensare a me, ma si sa che per quanto una donna sia brava
quando diventa bis-mamma a qualcosa deve pur rinunciare. Mi e' venuto
in mente quando ho scritto il post di Mr D. qui nel blog e allora
perche' non parlare anche di me? E' qui che questa mattina e'
capitato a fagiuolo il famoso questionario di Proust che gira nel web
da qualche settimana e visto che oggi sono pigra mi e' piu' semplice
rispondere a delle domande che scrivere un vero e proprio post su me
stessa. Non mi soddisfa a pieno ma e' un inizio.
Cominciamo.
Il
tratto principale del mio carattere:
Sono
immersa completamente nelle mie paranoie mentali.
Qualità
che desidero in un uomo:
La
sicurezza. Un uomo mi deve trasmettere tanta di quella sicurezza da
non farmi mai sentire sull'orlo dell'abbandono, della perdita.
Qualità
che preferisco in una donna:
La
gentilezza. Una donna gentile e' quanto di piu' bello si possa
vedere.
Quel
che apprezzo di più nei miei amici:
Non
pensavo che lo avrei mai scritto ma e' la Sincerita'. Ho due amiche
molto amiche ed entrambe sono molto sincere. All'inizio e ancora
adesso qualche volta mi chiedevo come mai non mi dicevano quello che
avevo bisogno di sentirmi dire ma poi, ragionandoci, ho capito che
non c'e' nulla di piu' giusto del sentirsi dire quale sia la realta'
perche' spesso la si perde di vista, immersi come siamo nei nostri
piccoli grandi problemi.
La
mia principale qualità:
La
sensibilita'. Sono una persona mooooooolto sensibile.
Il
mio principale difetto:
La
sensibilita'. E' vero, a volte e' un pregio, ma quando piangi per la
pubblicita' di un pupazzo che balla allora anche no eh.
La
mia occupazione preferita:
Canto.
Io canto sempre, canto ovunque, canto comunque.
Il
mio sogno di felicità:
Il
canto. Sono rimasta ancora ad una fase adolescenziale per cui quando
canto in camera con la mia chitarra chiudo gli occhi e sogno un
microfono davanti a me.
Mai
senza:
Una
chitarra in casa. Sarebbe come non avere l'elettricita' o l'acqua. E'
indispensabile.
Se
fossi un animale:
Ah
sarei sicuramente un gatto. E pure uno di quelli stronzi.
Pittori
preferiti:
Salvador
Dali' tutta la vita.
Il
paese dove vorrei vivere:
Io
sono una persona estremamente abitudinaria per cui gia' il solo
pensiero di dover cambiare via nella mia citta' mi metterebbe ansia.
Fa te.
Il
colore che preferisco:
Il
glicine. Mi trasmette serenita' e mi ricorda le mie figlie.
Il
fiore che amo:
Ogni
fiore ha la sua splendida bellezza. Sarebbe banale dire Margherita.
I
miei autori preferiti in prosa:
Ultimamente
lo ammetto leggo davvero molto poco. Number one: Alexandre Dumas
padre. Mi piacciono comunque Benni, Pennac, Allende, e tanto tanto
tanto la Austen.
I
miei poeti preferiti:
Ok,
lo ammetto: poesia zero.
I
miei eroi nella finzione:
Vorrei
tanto un cavaliere jedi accanto a me... Con la spada possibilmente
viola. Grazie.
I
miei musicisti preferiti:
Ahia!
E qui si che cadiamo! Ce ne sono centinaia di migliaia di milioni di
migliaia. Partiamo da De Andre', sfiorando Paolo Nutini e fermandoci
a Newton Faulkner.
I
miei eroi nella vita reale:
Non
ho eroi, nella vita reale.
Quel
che detesto più di tutto:
L'ipocrisia.
Grrrrrrr.
I
personaggi storici che disprezzo di più:
Qualsiasi
tipo di dittatore dispotico e genocida.
Il
dono di natura che vorrei avere:
La
voce. Vorrei avere una splendida, unica, inconfondibile voce.
Stato
attuale del mio animo:
Sereno.
Lo posso dire finalmente: sono serena e vi assicuro che non e' per
niente una cosa banale.
Il
mio motto:
Non
tutto il male vien per nuocere. Ne sono fermamente convinta.
giovedì 17 settembre 2015
Ecco cosa vuol dire avere una mamma anemica
“Mamma
giochiamo? Facciamo che io sveneo. Come si fa a svenere?
mercoledì 16 settembre 2015
E'
strano vedere le proprie figlie esultare alla mia affermazione di
essere altamente irritata dalla loro rumorosa presenza. La piu'
banale interpretazione che mi viene in mente e' l'ovvia necessita' di
attirare l'attenzione. Ci sara' una spiegazione meno logica e
razionale in cui vengono coinvolti demonietti minuscoli nei
cervellini delle mie figliuole?
martedì 15 settembre 2015
S-Vantaggi
I
genitori si lamentano spesso che, avendo uno o piu' figli fra i
piedi, non si riesca a condurre una conversazione normale con un
altro essere umano adulto. Il che e' molto vero in quanto e' insito
nell'umana natura delle piccole pesti interrompere cio' che viene
detto o peggio andarsene via quando la noia sovrasta l'interesse,
costringendo il povero genitore a fuggire salutando con un breve e
malinconico ciao il malcapitato interlocutore. Questa
peculiarita' filiale tuttavi non e' una cosa esclusivamente negativa
ma puo' essere sfruttata a proprio vantaggio, come quando incontri un
vecchio amico col quale non hai mai avuto troppa confidenza ne'
troppo feeling, quando inizia a scendere quel silenzio imbarazzante e
colmo di incomprensione e il figlio esclama Vabbeh, mamma, io me
ne vado. E se ne va.
Eh...
i vantaggi di troncare una conversazione a causa dei figli....
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