domenica 13 settembre 2015

Desideri di una settennne


Mamma mamma non vedo l'ora sia Natale!!”
“Perche' amore? Cosa vuoi per regalo quest'anno?”
“La bambola assassina!”
... ... ...
Madovecazzl'hasentitapoiquesta

giovedì 10 settembre 2015


Piu' si e' piccoli piu' si apprezzano le cose semplici. Un esempio: la pimpante piccola peste.
“Mamma? Senti che buon odore...”
“Boh, io non sento proprio niente”
“No mamma, annusa... Senti che buol profumo di bolle di sapone?”

Mr D.


Oggi non si parla di me e neanche delle mie due piccole pesti. Oggi si parla di Mr D.
Mr D. era quel ragazzo bello, biondo, occhi azzurri, con quel certo nonsoche' che vedevo giocare a calcetto nella squadra del mio boyfriend. Mr D. era quel ragazzo che incrociavo a casa del mio boyfriend, separati da una barriera d'eta' invisibile ma quasi tangibile. Mr D. era quel ragazzo che, una volta capito il mio interesse, non mi ha lasciata neanche per un secondo. Mr D. era quel ragazzo che non volevo, non lo volevo proprio perche' io un ragazzo bello, cosi' bello, cosi' molto molto bello, non lo credevo adatto a me. Mr D. era quel ragazzo che rifiutai per non so quanti mesi ma che, con la sua tenacia, e' riuscito a farmi pensare Beh, viviamocela dai, poi vediamo come va. Mr D. ha tanti pregi e tanti difetti, li so quasi tutti a memoria e amo ogni singola caratteristica. Mr D. e' una persona molto sicura di se', ha sempre avuto chiaro gli obiettivi prioritari della sua vita e con tenacia, impegno e passione e' riuscito in qualche modo a ottenerli tutti. Mr D. e' anaffettivo in coppia e superaffettuoso come padre. Mr D. e' dolce quando vuole essere dolce, stronzo quando vuole essere stronzo. Mr D. e' quello che ti da un calcio in culo per farti rialzare da solo, e' quello che ti consola quando ti vede piangere, e' quello che ti ama nonostante tutti i tuoi difetti e crede in te nonostante tutti i tuoi difetti. Mr D. e' professionale e divertente, serio e sorridente. Mr D. e' quanto di meglio io potessi avere dalla vita, e' l'incastro perfetto per una persona perdutamente imperfetta.
Buon compleanno, Mr D.

martedì 8 settembre 2015

Perdutamente imperfetta


Sono una donna e come tale mi distingue una caratteristca prettamente femminile: il pensare troppo. Qualsiasi rappresentante di genere maschile alla domanda: Cosa stai pensando? Rispondera' in automatico Niente. Ma e' un vero niente, oppure un niente riempito di solito dalle stesse due cose a volte modulabili fra loro: sesso, lavoro, sesso durante il lavoro, sesso dopo il lavoro, il lavoro e prima il sesso. Ma la mente femminile e' contorta e non riposa praticamente mai. La mia mente, lo ammetto, e' piena zeppa di pensieri superflui, la maggior parte dei quali incentrata sulla mia ineguatezza e su quello che dovrei migliorare di me stessa, una lista infinita e inutile di assurdi dovreivorrei. La maggior parte delle volte ecco a cosa penso nel giro di qualche minuto:
  • dovrei essere una mamma piu' paziente
  • dovrei essere una mamma piu' dolce
  • dovrei essere una persona meno sensibile
  • vorrei essere piu' magra, ma piu' magra del magro quando e' magro
  • vorrei non parlare piu', ma mai piu', fino a dimenticare il suono della mia voce
  • dovrei riuscire a mangiare sensa ingurgitare
  • dovrei riuscire a dire no al cibo che non mi piace
  • dovrei riuscire a dire si al cibo che mi piace
  • dovrei mangiare lentamente e assaporare davvero quello che mangio ma poi tanto so che non mi piace
  • vorrei non mangiare, mai piu'
  • vorrei mangiare, sempre
  • dovre vestirmi piu' frikkettona per sentirmi meglio
  • dovrei vestirmi piu' elegante per sentirmi meglio
  • voglio provare a mettere lo smalto senza toglierlo dopo due minuti
  • ok, ho tolto lo smalto
  • a questo giro ce la posso fare, tengo le unghie lunghe
  • ok, ho tagliato le unghie
  • ho voglia di stare da sola
  • mi sento perdutamente sola
  • non riesco a godermi appieno le mie figlie, madre degenere
  • non ho voglia di giocare con le mie figlie, madre degenere
  • dovrei riuscire ad accettare me stessa cosi' come sono
  • dovrei cambiare tutte le cose che non mi piacciono di me
E questo solo in dieci minuti. A leggere bene il tutto non potrebbero esserci pensieri piu' assurdi dei miei, pensieri che purtroppo mi mangiano, mi totalizzano e fanno si che io non mi accetti per quello che sono mai.
Du maron.

lunedì 7 settembre 2015

I problemi di un secondogenito


Maaammaaaaaaaaa!!!! Mia sorella mi ha staccato un capello e ora non si mette piu'!”


Saggezze primogenite


“Mamma? Sai che più diventi grande più le cose si fanno interessanti?”
E buongiorno.


giovedì 3 settembre 2015


“Mamma? Ma io mi chiamo come il sole?”
“Si, amore mio. Ti ho chiamato come l'astro piu' splendente... Sei contenta?”
“Io mi volevo chiamare Batman”
… … …

mercoledì 2 settembre 2015

Son Soddisfazioni


Prima figlia:
“Ah... che bella casa che abbiamo mamma... non mi ricordavo tutto questo bianco e questo vuoto...”
Seconda figlia:
“Oh! Finalmente siamo tornate a casa... Finalmente posso andarmi a sedere sul water da sola”
Qualche lato positivo post-feriale per fortuna c'e'.

Tenacia filiale


“Dai, giochiamo a scopa”
“Eh mamma?”
“A scopa”
“Eh?”
“A scopa”
“Eh?”
“A scopa”
“Eh?”
“A briscola?”
“Si”
… … …

martedì 1 settembre 2015

Righe


Una sera di inizio estate una coppia di amici mi ha fatto notare come vadano di moda le righe quest'anno. Io ho sempre odiato le righe e non ci avevo mai fatto caso. Da quel momento non ho fatto che vedere righe ovunque e da quel momento ho deciso che essendo un mondo popolato da righe, avrei dovuto trovare il modo per farmele piacere. Ed è così che è nato il gioco “righe”. “Righe” è un gioco che faccio fra me e me anche se ogni tanto faccio partecipare la figliolanza al completo. Regole del gioco:
  • ogni volta che qualcuno vede righe su magliette, costumi, pantaloncini o vestiti deve dire ad alta voce la parola “righe” anche in mezzo alla frase che stava dicendo ripendendo poi il discorso come se nulla fosse
  • valgono solo le righe a colori alternati e sempre gli stessi, non valgono righe multicolor. Ad esempio un vestito a righe blu e bianche va bene, un vestito con duecento righe tutte di colori diversi no
  • ad ogni parola “righe” corrisponde un punto
  • non si può dire più di una volta “righe” se il soggetto “righe” è lo stesso per cui chi prima lo dice prima si accaparra il punto
  • non si può indicare la persona che indossa le righe al fine di evitare una rissa con chiunque nel giro di pochi minuti
  • vince chi ha totalizzato più punti
Vi assicuro che ci sono così tante righe in Italia da poter giocare una vita intera. E chissene se la gente si gira chiedendosi perchè parlo da sola mormorando “righe” a più non posso.