Non
ricordo se sia mai capitato ma ieri, per la prima volta, a un
complimento da un perfetto sconosciuto ho risposto un “grazie”
lasciando nella mia testolina il dubbio che forse aveva ragione. Sono
comunque rinsavita subito questa mattina quando, a un altro
complimento da un altro altrettanto sconosciuto, ho risposto con un
infastidito grugnito di disapprovazione. Un Ben Tornato al mio
buonsenso.
venerdì 17 aprile 2015
martedì 14 aprile 2015
Partire e' un po' come morire
Oggi
sono andate via lasciando la mia casa abbastanza vuota da sentirne
la mancanza. A questo giro sono venute a galla altre sensazioni,
altre decisioni, altre stanchezze. E' venuta a galla la
consapevolezza di non voler avere gli stessi difetti che passano di
generazione in generazione come se fossero inevitabili. Per quanto ci si sforzi di non essere come loro, alla fine ci si guarda allo specchio e le conclusioni sono inevitabili. Si puo' sperare solo di aver assorbito anche i pregi.
domenica 12 aprile 2015
Di dialoghi fra Primogenita e il suo fidanzatino
“Poi
dopo che ci siamo sposati io prendo una Lamborghini due posti. E'
bella sai?”
“...
…. Si... Ma scusa... e i bambini dove li mettiamo? … … …. Ah!
No, ci sono! Li mettiamo nel baule!”
giovedì 9 aprile 2015
Primogenita
ha una sopportazione del dolore pari a quella del padre. La ragazza,
appena sfiorata, sfoggia un atteggiamento di martire squartata in
piena piazza, urlando, piangendo e dimenandosi come una vera torturata medievale.
Ieri sera, appena intravista una gocciolina di sangue provenire dal
suo primo dentino dondolante: il delirio. Mi chiedo cosa succedera'
per gli altri 19.
mercoledì 8 aprile 2015
Di dialoghi surreali fra me, mia mamma e mia nonna
Io:
“Mamma, io accompagnerei mio marito a prendere la macchina. Andiamo
in autobus, come due fidanzatini”
Mamma”
“Certo, andate purw, tengo io le bambine”
Nonna:
“Dove va tua figlia?”
Mamma:
“Esce col suo fidanzatino”
Nonna:
“Ah si? E chi e'?”
Nove
anni di convivenza, due figlie e un matrimonio svaniti in un soffio.
martedì 7 aprile 2015
Consapevolezza
Ci
sono occasioni nella vita che ti gettano secchiate d'acqua di
consapevolezza tutte d'un botto senza neanche avvisarti, lasciandoti
basita e sotto shock. Due cose mi hanno colpito esattamente in questo modo: la prima e' stata la vera eta' di quella che per me e' stata
papa' e mamma contemporaneamente. La nonna Pina (per una
volta usero' un nome vero) ha 83 anni ed e' sempre stata una donna
dalla scorza dura, forse troppo. E' sempre stata forte, ha sempre
fatto lavori fisicamente pesanti ed e' sempre stata una donna con due
palle cosi'. Ma qualche giorno fa, per chinarsi a raccogliere una
cosa caduta, non si e' rialzata piu'. Io e mia madre l'abbiamo
aiutata a riprendere possesso di quelle gambe che non ne volevano
sapere di sorreggere il suo peso ed e' stato li', proprio in quel
momento, che mi sono resa conto di quanti anni abbia davvero e di quanti anni, anche nella migliore delle ipotesi, le possano rimanere da vivere. E' stato solo un momento, un attimo che e' stato subito rimpiazzato da altri pensieri grazie a un'umana forza di negazione. La seconda secchiata e' arrivata mentre mia mamma, al banco dei formaggi, mi chiedeva l'ennesimo alimento da comperare per me golosamente superfluo. Li' ho visto i miei disturbi alimentari, il mio profondo fastidio per i suoi atteggiamenti nei confronti del cibo, nei suoi occhi ho visto la parte obesa di me e nelle mia mente la mia parte anoressica. Troppe cose da assimilare in due giorni. Decisamente troppe.
venerdì 3 aprile 2015
mercoledì 1 aprile 2015
“Hai
sentito quello che ha detto mia figlia? Ha detto che assomigli molto
a tuo papa'”
dissi
io al bimbo del superstraficaccione occhiazzurrato.
“E
tu piccolina lo sai di essere bella come la tua mamma?”
disse il superstraficaccione occhiazzurrato.
E con evidente imbarazzo, lasciai l'atrio scolare peperon-colorata.
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