giovedì 14 settembre 2017

Non è detto che una decisione presa e la consapevolezza che ti ha portato a sceglierla vadano di pari passo e quando mi succedono certe cose non posso fare a meno di pensare alla voce dolce di mia madre che, in un caldo abbraccio, mi sussurra il suo motto per la vita “non tutti i mali vengono per nuocere”. Come scritto alcuni post fa, a fine luglio ho raggiunto vette di impensata ansia, con attacchi così frequenti da arrivare a chiedermi se sarei sopravvissuta o no a un vortice decisamente più forte di me. E' proprio in questo mare di assurdo malessere che è nata la forte e imprescindibile decisione che io, così, proprio non voglio vivere e che occorre rimboccarsi maniche e calzini per cambiare ciò che in realtà non mi fa stare bene. E da lì una serie di piccole modifiche nella quotidianità che mi hanno portato ad un buon livello di serenità. Ma perché sono arrivata a un punto così basso del mio benessere? Perché sono dovuta arrivare a stare così male prima di riuscire a rendermi conto che occorreva un cambiamento? Ok, non tutti i mali vengono per nuocere e forse arrivare sul fondo del mare mi ha permesso di riuscire a risalire. Ma perché son dovuta arrivare così in basso da pensare, anche solo per un fugace momento, che vivere non valesse poi tanto la pena? Francamente non lo so, ma so che in questi giorni si stanno affacciando alla mia mente, ma soprattutto al mio cuore, piccoli barlumi di consapevolezza dettati dai cambiamenti attuati nel quotidiano. Come la maggior parte di voi sa, io sono una persona che per il quieto vivere ha sempre abbassato la testa, per paura di essere abbandonata ha sempre soffocato la propria volontà, per il terrore di litigare ha sempre lasciato correre. E chi lo sapeva dell'esistenza di una via di mezzo? Ora l'ho trovata: essere me stessa preservando la pace e affermando con dolcezza, calma e sicurezza la mia volontà. Non è una cosa facile, capiamoci bene. Il mio primo istinto rimane sempre quello di lasciar perdere, ma poi giunge lentamente e serenamente la decisione di seguire ciò che mi fa stare bene e non ciò che mi viene imposto. Non ho più intenzione di dare credito a tutte quelle situazioni che in qualche modo hanno leso, giorno dopo giorno, la mia volontà portandola al totale annullamento e ho visto che il mio carattere mite non è in contrasto con tale decisione. La mia dolce determinazione senza fughe improvvise di persone care ne è la prova. Mi sto lentamente liberando da tutto ciò che non mi fa stare bene, da situazioni, persone, stati mentali che mi hanno portato verso il basso. Non so se siano dei passi progressivi verso un microbarlume di autostima, fatto sta che sto decisamente meglio e diciamocelo: finché dura, io quest'onda la cavalco.


1 commento:

  1. Approvo Spettinata,

    Pur conoscendo solo il tuo lato blogghistico e non la totalitá della tua persona immagino che sará per te un percorso sul filo del rasoio,
    ma credo che tu possa uscirne fuori, tra alti e bassi, ce la puoi fare.

    Alle volte nei tuoi atteggiamenti sembri un po' Pina Fantozzi, la moglie del rag. Ugo Fantozzi...

    Pero' alla fine della fiera, nonostante i tuoi limiti, sei una persona abbastanza equilibrata che cerca il lato positivo nel complesso divenire della vita, un po' come il sacro Graal.

    Io fossi al posto tuo festeggerei con un altra torta al gorgonzola.

    Saluti :-)

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