Non è detto che
una decisione presa e la consapevolezza che ti ha portato a
sceglierla vadano di pari passo e quando mi succedono certe cose non
posso fare a meno di pensare alla voce dolce di mia madre che, in un
caldo abbraccio, mi sussurra il suo motto per la vita “non tutti i
mali vengono per nuocere”. Come scritto alcuni post fa, a fine
luglio ho raggiunto vette di impensata ansia, con attacchi così
frequenti da arrivare a chiedermi se sarei sopravvissuta o no a un
vortice decisamente più forte di me. E' proprio in questo mare di
assurdo malessere che è nata la forte e imprescindibile decisione
che io, così, proprio non voglio vivere e che occorre rimboccarsi
maniche e calzini per cambiare ciò che in realtà non mi fa stare
bene. E da lì una serie di piccole modifiche nella quotidianità che
mi hanno portato ad un buon livello di serenità. Ma perché sono
arrivata a un punto così basso del mio benessere? Perché sono
dovuta arrivare a stare così male prima di riuscire a rendermi conto
che occorreva un cambiamento? Ok, non tutti i mali vengono per
nuocere e forse arrivare sul fondo del mare mi ha permesso di
riuscire a risalire. Ma perché son dovuta arrivare così in basso da
pensare, anche solo per un fugace momento, che vivere non valesse poi
tanto la pena? Francamente non lo so, ma so che in questi giorni si
stanno affacciando alla mia mente, ma soprattutto al mio cuore,
piccoli barlumi di consapevolezza dettati dai cambiamenti attuati nel
quotidiano. Come la maggior parte di voi sa, io sono una persona che
per il quieto vivere ha sempre abbassato la testa, per paura di
essere abbandonata ha sempre soffocato la propria volontà, per il
terrore di litigare ha sempre lasciato correre. E chi lo sapeva
dell'esistenza di una via di mezzo? Ora l'ho trovata: essere me
stessa preservando la pace e affermando con dolcezza, calma e
sicurezza la mia volontà. Non è una cosa facile, capiamoci bene. Il
mio primo istinto rimane sempre quello di lasciar perdere, ma poi
giunge lentamente e serenamente la decisione di seguire ciò che mi
fa stare bene e non ciò che mi viene imposto. Non ho più intenzione
di dare credito a tutte quelle situazioni che in qualche modo hanno
leso, giorno dopo giorno, la mia volontà portandola al totale
annullamento e ho visto che il mio carattere mite non è in contrasto
con tale decisione. La mia dolce determinazione senza fughe
improvvise di persone care ne è la prova. Mi sto lentamente
liberando da tutto ciò che non mi fa stare bene, da situazioni,
persone, stati mentali che mi hanno portato verso il basso. Non so se
siano dei passi progressivi verso un microbarlume di autostima, fatto
sta che sto decisamente meglio e diciamocelo: finché dura, io
quest'onda la cavalco.
Approvo Spettinata,
RispondiEliminaPur conoscendo solo il tuo lato blogghistico e non la totalitá della tua persona immagino che sará per te un percorso sul filo del rasoio,
ma credo che tu possa uscirne fuori, tra alti e bassi, ce la puoi fare.
Alle volte nei tuoi atteggiamenti sembri un po' Pina Fantozzi, la moglie del rag. Ugo Fantozzi...
Pero' alla fine della fiera, nonostante i tuoi limiti, sei una persona abbastanza equilibrata che cerca il lato positivo nel complesso divenire della vita, un po' come il sacro Graal.
Io fossi al posto tuo festeggerei con un altra torta al gorgonzola.
Saluti :-)