Al funerale di nonna sono venute solo due mie amiche, due delle mie più care amiche. Lì ho visto quanta differenza ci possa essere fra le persone a cui uno vuole bene. La mia amica d'infanzia, quella che mi ha fatto da testimone, è quanto di più diverso ci sia da me sulla faccia della terra. Per molti aspetti assomiglia a mio padre: spigolosa, dura e fredda. Le voglio bene principalmente perché siamo amiche da sempre ma non abbiamo molto in comune. L'altra mia amica la conosco dalla prima liceo, è calorosa, affettuosa e spiritosa. Siamo molto diverse un po' in tutto: single ancora a quarant'anni suonati, ha investito tutto nella carriera, non sopporta star ferma nello stesso posto per più di qualche settimana e ama vivere nel mondo. Le voglio bene principalmente perché siamo molto diverse, ma ci capiamo al volo. Beh, il giorno del funerale di nonna si sono entrambe presentate alla camera ardente.
La mia amica d'infanzia è arrivata e mi ha subito abbracciato, un abbraccio troppo stretto, troppo lungo, troppo freddo. Mi ha riempito di chiacchiere quando io in realtà avevo solo bisogno di tranquillità. Come regalo di compleanno mi ha portato la tachipirina 125 che le era avanzata a casa da sua figlia e che ora non usa più.
La mia amica del liceo è arrivata e ha aspettato fuori che io uscissi, attendendo che io, coi miei tempi, andassi da lei. Quando sono arrivata mi ha abbracciato, un abbraccio caloroso, non troppo stretto, intimo, dolce e soprattutto rispettoso. Ha ascoltato quello che avevo da dire in modo quasi silenzioso, intervenendo ogni tanto. Come regalo di compleanno mi ha portato una maglietta del mio colore preferito con una sagoma di una ragazza che si tuffa a prendere una palla da pallavolo e la scritta MIAAAAAA stampata sopra. Appena l'ho vista ho capito che sarebbe diventata la mia maglietta preferita.
Che dire: nella diversità sta la bellezza.
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