Quando mi sono ritrovata in mezzo allo sciopero di Ryanair, in mezzo al caos di gente che da due giorni cercava di tornare in Italia e non ci riusciva, in mezzo a uomini arrabbiate, bambini urlanti, nonnini stanchi, ho pensato che in fondo se il mio volo fosse stato cancellato le opzioni sarebbero potute essere due: o prendere e tornarmene a casa della mia amica, farci una bella dormita sopra e tornare a farmi una bella corsetta alla Città della Scienza il giorno dopo in attesa che lo sciopero passasse, oppure visto che già ero in aeroporto prendere un volo per una qualsiasi città europea. Avevo scelto Parigi, avevo già visto gli orari. Dopo tre ore di attesa, un panino al formaggio alquanto discutibile, la schiena incriccata e la palpebra calante ci hanno imbarcato e ci hanno riportato a Bologna. Gente che aspettava da giorni di tornare a casa e io, che non ne avevo mezza voglia, sono riuscita a tornare senza troppi intoppi. Vabbeh. Mi son fatta due orette di sonno (dalle 5 alle 7 della mattina) e poi via a lavorare dove hanno deciso di iniziare i lavori al manto stradale e l'aria condizionata non funziona. Molto bene. Quando son tornata a casa, più morta che viva, vengo sorpresa dalla telefonata del nido, telefonata in cui mi si comunica che Birullulo si è preso la simpatica bocca-mani-piedi. Cinno nervoso, dolorante, piangente, strippante. Molto bene. Arrivo a stento a sera quando mio suocero si sente male per una colica renale. Ambulanza. Caos totale. Molto bene. Allora io dico: se l'Universo mi voleva far pagare tre giorni di relax poteva scegliere un metodo un pochino più soft per comunicarmelo. O no?
Cara Spettinata, hai ragione ! Nemmeno 3 giorni di vacanzina scrausa a Valencia ti lasciano godere in santa pace, manco ti fossi presa un mese intero alle Hawaii a ballare la hula. Non demordere ! Coraggio ! :-)
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