venerdì 16 aprile 2021

Il perdono

Di fronte alla morte di una persona cara io reagisco sempre allo stesso modo: mi consolo pensando che in qualche modo era quello che doveva succedere. Sarà il cristianesimo, sarà il fatalismo, chiamatelo come vi pare, ma penso sempre che se la persona in questione è morta probabilmente è così che doveva andare, che c'è sicuramente un disegno più grande che in questo momento non riusciamo a vedere. A questo giro non ci riesco, faccio molta molta fatica. Perché un conto è morire in un incidente, per una malattia o di morte naturale ma così, così no. Sono giorni che vedo e rivedo nella mia testa la scena e mi sono data come spiegazione il fatto che probabilmente è l'unico modo che ho io per rendermi davvero conto di quello che è successo, una sorta di esorcismo che mi fa vedere all'infinito quello che mai avrei voluto sapere. In questi giorni ho passato diversi stadi di dolore, tutti accumulati da una profonda nausea al limite del vomito. Sono passata dallo shock, alla disperazione, alla rabbia, al profondo dolore, alla tristezza e a mille altri stati. Ma in tutto questo non sono mai mai mai mai riuscita a pregare. Ho addirittura paura di pregare. Il giorno dopo la notizia ho subito contattato il Don il quale mi ha davvero fornito conforto, conforto per lei, e ieri, al funerale, un altro Don mi ha alleviato quel po' di dolore che poteva essere alleviato. Con tutto il resto ci conviverò per sempre. Ora devo solo dare tempo al tempo. Il pensiero fisso pian piano svanirà, la nausea pian piano si affievolirà e riuscirò con calma a tornare a una pseudo normalità. Spero col tempo di riuscire di nuovo a pregare. A pregare per lei.

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