Ormai sono mesi
mesi e mesi che utilizzo il diario alimentare. Annoto lì sopra tutto
quello che mangio, come lo mangio, quando lo mangio, come mi sento
prima di mangiare, come mi sento dopo aver mangiato, quanta fame ho
prima, quanta sazietà provo dopo, con quanta voracità mangio e se
perdo o meno il controllo mentre mangio. Impegnativo eh? Beh, il
diario alimentare è stato, ed è tutt'ora, uno strumento
indispensabile che mi aiuta con la malattia ma in questi mesi ha
avuto un'evoluzione assolutamente positiva. Prima era un oggetto
assolutamente indispensabile, riempivo fogli e fogli di sensazioni,
di allucinazioni, di paranoie. Vedevi punti esclamativi,
sottolineature, parti evidenziate. Ci leggevi tutto il mio malessere.
Ora le pagine che riempio sono ordinate, limpide, chiare. Sì, mi
serve ancora, soprattutto quando ci sono giornate squilibrate dal
punto di vista alimentare (tipo salto lo spuntino a metà pomeriggio
e poi alla sera mangio in fretta e “tanto”) e mi sembra di
mangiare tantissimo. In questi casi mi serve per riportare la mente a
quanto realmente è successo e al fatto che alcuni comportamenti
siano normale conseguenza di quello che è capitato durante il
giorno. E mi serve anche perché, diciamocelo, i pensieri non sono
del tutto spariti. Ogni tanto fa capolino il desiderio di vomitare ma
ormai è una vocina in lontananza che compare e che scompare quasi
subito. Beh. A casa mia questi si chiamano progressi.
A casa mia si chiamano SPLENDIDI progressi!
RispondiEliminaE' davvero un'ottima cosa.
Chiara
<3
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