mercoledì 25 luglio 2018

Quando in due non si fa la testa di uno

Io e Mr D. abbiamo, purtroppo, la stessa fobia il che non aiuta quando ci si ritrova faccia a faccia con il problema e per il momento è sempre capitato quando si è soli. Io e Mr D., infatti, abbiamo evidenti problemi con ragni di abnormali dimensioni, cavallette e calabroni giganti e a complicare la situazione c'è la mia assoluta convinzione che non bisogna uccidere nessun animale. La prima volta che si è presentato questo problema di coppia eravamo ancora nella vecchia casa. Primogenita dormiva pacifica nel suo lettino quando un calabrone è entrato in camera da letto e, prontamente, io mi sono fiondata sulla culla, ho preso la bambina, e me la sono data a gambe. Abbiamo passato tutta la notte con la piccola che dormiva per terra sul tappeto e noi a discutere sul da farsi. Le opzioni comprendevano:
  1. chiamare mio padre nel cuore della notte per spiegargli la tipologia di insetto e capire se avrebbe attaccato
  2. chiamare nel cuore della notte il fratello di Mr D. il quale avrebbe provveduto a far tutto lui
  3. chiamare nel cuore della notte i pompieri
  4. andare a dormire in albergo per pensarci poi il giorno dopo
Dopo esattamente quattro ore e mezza Mr D., armato di coraggio, di un asciugamano sulla testa, di occhi chiusi e di un veleno per calabroni, ha inondato la camera da letto di spruzzi insetticidi rovinando la tv a schermo piatto, il letto, il lampadario e la maggior parte dei libri.
Il secondo episodio si è verificato tre estati fa quando, andando in camera da letto per coricarmi, ho visto un enorme ragno peloso, probabilmente uscito dalla teca di qualche stronzetto universitario del piano superiore, adagiato sulla mia testata del letto. A quel punto le opzioni comprendevano:
  1. chiamare mio padre nel cuore della notte per spiegargli la tipologia di ragno, capire se poteva saltare, se poteva deporre le uova e capire se avrebbe attaccato
  2. chiamare nel cuore della notte il fratello di Mr D. il quale avrebbe provveduto a catturare l'intruso e a liberarlo da qualche altra parte che non fosse casa mia
  3. chiamare nel cuore della notte i pompieri
  4. andare a dormire in albergo per pensarci poi il giorno dopo
Alla fine, dopo circa tre ore di stallo totale, tenendo sempre d'occhio l'animalazzo, ho sentito entrare nel cortile interno uno studente universitario strafigo, strapalestrato e strasicuro di sé. Gli ho chiesto di aiutarmi mentre Mr D. si nascondeva in bagno perché il maschio alfa non può mostrare alcuna debolezza al prossimo. L'aitante ragazzotto alla vista del ragnazzo ha ammesso che se lo aspettava più piccolo e meno pelosone, comunque senza battere ciglio ha preso uno scottex, ha preso il ragno e via.
Il terzo episodio si è verificato qualche giorno fa e a sto giro la bestia era una bella cavalletta verde. Mentre mi apprestavo a prendere un mestolo nel cassetto della cucina, eccola, statuaria, enorme, schifosa. Ho cacciato un urlo così forte che la mia gatta è schizzata in aria come un proiettile, rifugiandosi coraggiosamente sotto il letto e non uscendone più. Ho chiamato Mr D. il quale, a questo giro, sembrava assai più sicuro di sé: le cavallette non pungono, le cavallette sono innocue, le cavallette si possono essere gestite senza problemi. Ma per gestire senza problemi questa situazione ci abbiamo messo esattamente due ore e un quarto perché nessuno dei due aveva il coraggio di agire e Mr D. alla fine l'asciugamano sulla testa se l'è messo lo stesso. Il povero animaletto è stato messo dentro ad un contenitore e liberato dall'altra parte della strada. Mi chiedo, non senza timore, quale sarà la prossima belva che ci toccherà affrontare insieme.

2 commenti:

  1. La prossima volta chiama me. Ti mando la mia nana.
    Prende in mano ogni genere di bestia ...
    ... chissà da chi avrà preso ... hihihi

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  2. Mi schianto dal ridere.. scusa :D

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