giovedì 19 aprile 2018

Un passo alla volta, nessuno ti obbliga a fare nulla

Da casa mia a questo centro son circa 15-20 minuti a piedi. E' stata la passeggiata più lunga della mia vita. Mentre andavo in là i pensieri si alternavano alle ansie e alla vergogna ma alla fine ho varcato la soglia e non sono scappata. Lo considero già un traguardo. In questo inutile colloquio conoscitivo mi hanno spiegato come lavorano, come impostano le varie terapie, quali sono le tipologie di percorsi e in quanto tempo si iniziano a vedere i risultati. Una parte di me voleva alzarsi in piedi e fuggire, un'altra parte di me voleva rimanere, la parte che ha vinto ha imposto la volontà quantomeno di finite la chiacchierata. Tornando a casa ho meditato, ho pianto e ho capito che le mie resistenze interne ad intraprendere questo percorso sono davvero tante e davvero tenaci. Ci combatto da quando non riuscivo a tirare su la cornetta per chiedere informazioni. Ho passato il mio tempo, fino a ieri pomeriggio, ad affrontarle quotidianamente con un solo, semplice pensiero: Intanto vai là, vedi come va e poi decidi, nessuno ti obbliga a continuare se non vuoi. Credo che continuerò così, in fondo si tratta solo di un primo incontro e ho ancora un mese prima che arrivi il D-Day: devo solo andare, vedere come va e poi decidere. Un passo alla volta.

7 commenti:

  1. Direi che è un ottimo metodo. Un passo alla volta, senza sentirsi inchiodati alle catene. Un abbraccio che te lo meriti proprio!

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  2. Posso farti i miei complimenti?
    Brava!
    Brava per non aver mollato, brava per non chiuderti delle porte "a priori", brava per affrontare questa cosa un passo alla volta.
    Un abbraccio
    Mica

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  3. Si, d'accordo ..
    bene, brava, coraggio, grandi pacche sulle spalle
    e ampi sorrisi di compatimento.

    Intanto pero' la cosa piu' importante che avresti dovuto fare e che sarebbe stata quella di riprendere con la massima urgenza le sessioni settimanali di terapia dal tuo psicanalista .... non l'hai fatta.

    Meno male che ti sei trascinata, seppure a fatica, fino all' appuntamento "inutile" ... per il prossimo mese cosa intendi fare ?

    Saluti

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  4. @Vedetta:
    Mi sono bloccata con lo scrivere altri post grazie a te e ai tuoi sparagiudizi senza conoscere bene gli argomenti. Anche perché secondo te in un centro sui disturbi alimentari non è previsto uno psicoterapeuta? Con chi avrei parlato sennò? Comunque non importa... So solo io (e forse chi ci è passato o chi ci sta passando) cosa voglia dire affrontare una situazione simile, quanto sia difficile e come ci si senta. Tu non lo puoi sapere e dunque non lo puoi capire.

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  5. Ciao Spettinata,

    Siamo d'accordo che nelle tue "scarpe" ci sei tu e tu soltanto.

    Ma una volta detto questo rimane il fatto obbiettivo che hai un rifiuto verso la terapia medica altrimenti avresti giá ripreso da tempo le sedute col tuo psicanalista che quanto meno ti "puntella" settimanalmente. Non vuoi andarci ?
    La scelta è tua ovviamente, ma credo sia ovvio ai piu' che non sia una scelta saggia.

    L'unica cosa che traspare dai tuoi post è una tua ritrosia, credo che tu abbia usato la parola "vergogna" quando si tratta di andare al centro. Ho capito che tu in qualche misura soffri dello stigma che puo' essere attaccato alle (come chiamarle) "patologie mentali" e questa cosa ti blocca.

    E' una vergogna la tua immotivata... se hai una patologia si va dal medico... se hai la carie si va dal dentista... siamo d'accordo che andar dal medico (soprattutto da "certi medici" ) possa essere una esperienza stressante.

    Ma santa ragazzuola ... meglio lo psicoterapeuta che il dentista no ? :-)

    Dai su... non prendertela.

    Lo sai che io sono un po' cosí diciamo rudemente lombardo... se devo dire una cosa la dico !

    Saluti


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    Risposte
    1. Esatto. Il mio Psicocoso mi ha detto che, non essendo specializzato in disturbi alimentari sarebbe stato meglio che mi rivolgessi al centro ed è quello che faticosamente ho fatto. Faticosamente perché se fosse una cosa facile i dca non sarebbero classificati come malattie mentali. In parole povere al centro si basano sulla terapia cognitivo comportamentale mentre andare da un semplice psicologo o psicoanalista non darebbe i risultati sperati. Mi sono documentata dei mesi per capire, e in effetti ci son fior fiori di studi che dimostrano che la terapia cognitivo comportamentale è l'unica a dare risultati. Se vuoi documentarti anche tu buon per te. Ribadisco inoltre che se fosse semplice come andare dal dentista sarebbe molto bello. Potrei parlarti delle ore ed elencarti i motivi per cui non lo è, partendo dal fatto che fa parte della malattia pensare di non aver bisogno di aiuto, o di vergognarsi, o di sentirsi delle merde e dunque evitare di parlarne, ma francamente non ne ho voglia, trovi tutto online in siti specializzati, nel caso ti volessi fare un'idea sulle difficoltà che si hanno in questi casi. Io sono stanca.e devo dar conto solo a me stessa delle scelte o non scelte che faccio e ti assicuro che sono il giudice più severo che io conosca, molto molto peggio di te

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