Credo sia uno dei
proverbi più usati all'interno della mia famiglia materna e questa
mattina lo riciclo volentieri. In realtà di nuove da raccontare ce
ne sarebbero ma francamente mi ritrovo in un periodo di stallo
totale. Ho una repulsione viscerale per qualsiasi tipo di imposizione
dall'esterno, che siano richieste gentili o costrizioni poco velate.
E visto che non mi pare bello mandare il mondo a quel paese e dire di
no a tutto e a tutti, cerco di non fare kazzate e di rimanere in un
periodo di stallo in cui rimando qualsiasi cosa che mi è stata
chiesta in modo da rimandare anche la decisione di mandare tutti a
quel paese o accettare l'impegno richiesto. Non è da me: sono una di
quelle persone superefficienti che appena sanno di dover fare una
cosa la fanno subito e al meglio delle loro capacità, ma qui si sta
parlando di qualcosa di diverso. Ho notato infatti che mi vengono
chieste una serie infinita di attività che non ho voglia di fare,
dalla crescente responsabilità al corso fidanzati, al dover
districarmi in un labirinto di appuntamenti per vedere appartamenti
per mia madre. So che non è bello, ma a questo giro sto cercando di
scegliere il male minore, e visto che si tratta di scegliere se
mandare tutti affanculo o rimandare, meglio rimandare e cercare di
pensare a tutto con mente più fredda e possibilmente meno stanca.
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