venerdì 9 febbraio 2018

Ieri sera è stata una di quelle sere che ti rimangono nel cuore a vita. Sfinita da una giornata emotivamente e fisicamente impegnativa, in solitaria visto che Mr D. aveva la sua serata settimanale di calcetto, mi sono ritrovata a mettere a letto le pupottole. Dopo due storie incentrate su una mamma stanca che a un certo punto va a letto e dorme per 13 giorni di fila, mi sono ritrovata a coccolare le mie due stelle. Ultimamente, visto che stanno crescendo, hanno sempre meno bisogno di questi momenti e sempre più bisogno di autonomia e spazi propri. Ma ieri sera me le sono godute appieno.
Mi son sdraiata di fianco a Sbibulina e le ho accarezzato i capelli fino a che il suo respiro non si è fatto pesante e regolare. E mentre la coccolavo, la guardavo addormentarsi, con il suo piccolo volto straordinariamente perfetto, il suo nasino minutamente dolce, la sua manina stretta nella mia. Avevo il cuore diviso fra pura gioia e immenso amore.
Poi mi sono spostata da Primogenita: lei, né grande né piccola, mi stringeva in un abbraccio pieno di amore. Fissavo il suo viso straordinariamente simile al mio, le sopracciglia, il taglio degli occhi, la bocca. E mentre le lisciavo il volto, mi accorgevo di quanto il tempo passi così in fretta da neanche rendersene conto. Lei è così speciale, ti avvolge sempre col suo amore totalizzante e incondizionato facendoti sentire la persona più speciale e amata del mondo. E' lei l'artefice della mia meravigliosa vita, senza di lei quasi sicuramente non avrei tutto quello che ho adesso, lei che ci è piombata quando meno ce lo aspettavamo come un dono assurdo venuto dal destino.
Non esiste amore più grande di quello che una madre prova per i suoi figli. Non esiste.

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