Ieri l'altro sera,
complice l'entusiasmo delle bimbe per andare dai nonni e il loro
conseguente dormire fuori casa, io ne ho approfittato gettandomi a
capofitto nel primo cinema disponibile per catapultarmi nello
straordinario mondo di Star Wars. Il povero malcapitato Mr. D. mi ha
seguito a ruota, più per inerzia che per entusiasmo, perché nella
coppia sono io la fanatica della Marvel, io la fanatica di Tolkien,
io la fanatica degli Hunger Games, io la fanatica di Sta Wars e
potrei continuare all'infinito ma non cambierebbe il concetto base:
sono io la fanatica. Detto questo, sebbene l'ingegnere fosse
palesemente poco entusiasta della scelta cinematografica, si è
ritrovato incollato allo schermo per tutta la durata del film e io,
che critico anche i sassi se non sono contestualmente ben inseriti
nella saga, ne sono uscita con un sorriso ebete sul volto. E come
sempre succede in questi casi, sto passando i giorni post-stellari a
canticchiare i motivetti del film, a domandarmi del perché
nonostante io cerchi di usare la forza il bicchiere d'acqua non
fluttua verso di me, a sognare la mia spada laser buona utilizzata
solamente per combattere il lato oscuro della forza. Sarò anche
malata, ma sicuramente sono anche una sognatrice Jedi.
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