venerdì 29 settembre 2017

16 vs 36

Ricordo quando venne Giovanni Paolo. Facevo parte delle 1000 chitarre che suonavano allo stadio e fu un'esperienza davvero emozionante. Non so se fosse complice la giovane età o la mia fervente fede religiosa, ma ricordo che la giornata passò fra risate, musica, felicità e preghiere. A questo giro è un bel po' diverso. Quando hai sedici anni infatti c'è sempre qualcuno che organizza questi eventi per te, quando hai trentasei anni sei tu che devi organizzare per te e per la tua famiglia con conseguente caos mentale da far quadrare per riuscire a evitare hofamehofamehofame ripetuto allo sfinimento dopo dieci minuti dall'inizio del tutto, per riuscire a fare entrare tutti gli strati per tutte le possibili sfumature metereologiche in uno zainetto grande come un francobollo, per evitare possibili capricci causati dalla noia di aspettare almeno tre ore e mezza in piedi o seduti e via dicendo. Quando hai sedici anni tutto ti sembra o bianco o nero e la fede ti sembra qualcosa di incrollabile, quando hai trentasei anni sei consapevole che è quasi impossibile una suddivisione simile e che la maggior parte di quello che ci circonda è fatto di cangianti sfumature di grigio. Quando hai sedici anni vivi tutto al 200 % e fai in fretta a gettarti nell'esperienza successiva senza troppi rimpianti, quando hai trentasei anni gusti il momento con maggiore presenza, consapevole del fatto di assistere a un evento in qualche modo unico e speciale.

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