Ricordo quando
venne Giovanni Paolo. Facevo parte delle 1000 chitarre che suonavano
allo stadio e fu un'esperienza davvero emozionante. Non so se fosse
complice la giovane età o la mia fervente fede religiosa, ma ricordo
che la giornata passò fra risate, musica, felicità e preghiere. A
questo giro è un bel po' diverso. Quando hai sedici anni infatti c'è
sempre qualcuno che organizza questi eventi per te, quando hai
trentasei anni sei tu che devi organizzare per te e per la tua
famiglia con conseguente caos mentale da far quadrare per riuscire a
evitare hofamehofamehofame ripetuto allo sfinimento dopo dieci minuti
dall'inizio del tutto, per riuscire a fare entrare tutti gli strati
per tutte le possibili sfumature metereologiche in uno zainetto
grande come un francobollo, per evitare possibili capricci causati
dalla noia di aspettare almeno tre ore e mezza in piedi o seduti e
via dicendo. Quando hai sedici anni tutto ti sembra o bianco o nero e
la fede ti sembra qualcosa di incrollabile, quando hai trentasei anni
sei consapevole che è quasi impossibile una suddivisione simile e
che la maggior parte di quello che ci circonda è fatto di cangianti
sfumature di grigio. Quando hai sedici anni vivi tutto al 200 % e fai
in fretta a gettarti nell'esperienza successiva senza troppi
rimpianti, quando hai trentasei anni gusti il momento con maggiore
presenza, consapevole del fatto di assistere a un evento in qualche
modo unico e speciale.
Nessun commento:
Posta un commento
Il tuo commento sarà visibile dopo l'approvazione