lunedì 15 maggio 2017

La terza figlia

Avere mia madre in casa per una settimana è come fare un'immensa prova maternità e capire profondamente come sarebbe se avessi tre figlie femmine. Questa mattina, ad esempio, alle ore 5.33 sento un urlo straziante, un urlo fortissimo che distrugge il silenzio tranquillo del sonno notturno. Col cuore in gola mi sono alzata di botto e ho iniziato a correre verso la stanza da letto. Lì, sdraiata, c'era mia nonna che continuava a dire a mia madre che era solo un brutto sogno. Fanculo ho pensato, credevo fosse successo qualcosa a nonna ho pensato e invece come al solito... ho pensato. Esatto: come al solito. Perché fin da piccola mi sono abituata a vedere mia madre così, una donna fragile che ogni tre per due stava male sia fisicamente che (soprattutto) emotivamente, una donna così matura che quando mi scappava un Non ho voglia di andare a scuola mi rispondeva E dai stai a casa che andiamo a farci un giro noi due (inutile dirvi che io a scuola ci andavo comunque). Con una mamma del genere e senza un papà intorno si cresce in fretta per forza di cose ma adesso che sono adulta, e la vedo davvero per quella che è, non posso fare a meno di pensare a quanto sia faticosa questa situazione per me. Pare egoista come discorso, lo so, perché di primo acchito ho sempre pensato povera mamma, ma ora di primo acchito penso ecchedduemaroni. E mi sento in colpa.

4 commenti:

  1. Interessante...cioè, da me le donne di famiglie c'hanno le palle quadrate ed essere un po' fragili è sintomo di malattia mentale...non pensavo che invece qualcuno completamente all'opposto potesse essere anche peggio forse. In ogni caso il risultato è quello di crescere più in fretta di quello che si dovrebbe...
    Non sentirti in colpa: staccarsi dalla famiglia, vedere i nostri parenti come persone umane, normali, piene di pregi e difetti è il modo migliore per andare avanti.

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  2. In effetti anche il contrario deve essere bello peso O___O

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  3. E insomma Spetti, non è che tu possa sempre fare i campionati mondiali di senso di colpa. Colpa ddddeche?

    Diciamo le cose come stanno, hai avuto tua nonna, una mamma poco utile e un padre invisibile. Sei una donna adulta e matura, con una famiglia che funziona, due figlie splendide, una vita autonoma e bella. Qualche insicurezza ebbè, chi non le ha.

    Qui a sentirsi in colpa - eventualmente ma non necesariamente - dovrebbero essere altri, mica tu!

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  4. Andretta... mi fanno sempre bene i tuoi commenti :*

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