martedì 29 marzo 2016


Eh si, dovevamo essere a Parigi.
E' dal viaggio di nozze che io e Mr D. non ci spostiamo dall'Italia e se consideriamo le bambine, beh con loro proprio non ci siamo mai mossi piu' di tanto. In tutti questi anni il massimo e' sempre stato prendersi qualche settimana di ferie in estate e andare al mare, rigorodamente made in Italy. E cosi' guardandoci negli occhi, tre settimane fa abbiamo preso consapevolezza della nostra sedentarieta' e ci siamo detti che in fondo un viaggio, seppur piccolo, ce lo meritiamo. Agenzia. Prenotazione. Soldi. Due giorni prima della partenza tuttavia ecco la legge di Murphy che si ripresenta nella sua brutale verita' e nella sua travolgente tragicita': Sbibulina febbre a 39. Io le ho pensate tutte, ma dopo uno sguardo categorico della pediatra che mi ha occhiatacciato come la persona piu' egosita sulla faccia della terra ho optato per la rassegnazione. Primogenita le ha pensate tutte, senza nemmeno esitare un attimo alla brutale idea di abbandonare la sorella al suo destino e partire con un solo genitore al seguito. Alla fine e' stato deciso, non proprio all'unanimita', di abbandonare l'idea, tornare alla nostra routine e pensare a una futura possibile data di partenza. Certo e' che, una volta prenotato il viaggio, qualche segnale di non partire ce lo avevano inviato:
  1. possibile esondazione della Senna, con la citta' bardata di sacchi anti-alluvione
  2. previsioni meteo allucinanti che prevedevano cinque giorni in piena alluvione universale che sarebbe iniziata proprio il giorno del nostro arrivo e sarebbe finita proprio il giorno dopo la nostra partenza
  3. attentati terroristici
  4. febbre a 39
  5. chiusura dell'areoporto di Bologna a causa della rottura dell'asfalto in pista
Mi chiedo la prossima volta che succedera' nel periodo pre.

Nessun commento:

Posta un commento

Il tuo commento sarà visibile dopo l'approvazione