Ognuno e' quel che
e' e questo si vede gia' dalla nascita. Ogni piccolo essere umano ha
gia' il suo carattere, il suo modo di vivere le emozioni, i suoi
comportamenti innati. Poi c'e' una parte della persona che riesce in
qualche modo ad essere educata, ma non si vince in nessun modo contro
la natura. Me ne sono accorta venerdi', quando mio suocero mi diceva
quanto testona puo' essere la mia seconda figlia. Io lo ascoltavo e
dentro di me sorridevo. Gli ho spiegato che non serve a nulla
impuntarsi, che lei e' fatta cosi' e che basta assecondarla in quello
che vuole fare stando attenti che non si catapulti giu' dalla
finestra. Ed e' stato mentre lo dicevo che mi sono resa conto che
questa piccola regola vale anche per la Pimpante Piccola Peste. Con
lei il rapporto e' un pochino piu' difficile, iniziano ad esserci le
prime scaramucce, i primi scontri madre-figlia che, ahime', sono
inevitabili. Io, da brava toro ascendente vergine, sono dura che piu'
dura non si puo' e lei ha preso proprio dalla sua mamma. E' successo
proprio come nei film, quando il protagonista esprime un pensiero su
un'altra persona e si rende conto che la sua affermazione vale anche
per se' stessa. E' successo cosi' che mi sono davvero resa conto chi
e' mia figlia. Razionalmente lo sapevo, ma non l'avevo mai
interiorizzato fino in fondo.
La Pimpante Piccola
Peste e' una bambina generosa, dolce, peperina, testarda, costante e
sicura di se', indipendente, lenta e a volte irriverente.
La Piccola di casa
e' una bambina affettuosa, dolce, testarda, coccolosa, indipendente,
golosa, analitica e solare.
In fondo non sono
cosi' diverse come sembra.
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