lunedì 24 febbraio 2014

Ognuno e' quel che e' e questo si vede gia' dalla nascita. Ogni piccolo essere umano ha gia' il suo carattere, il suo modo di vivere le emozioni, i suoi comportamenti innati. Poi c'e' una parte della persona che riesce in qualche modo ad essere educata, ma non si vince in nessun modo contro la natura. Me ne sono accorta venerdi', quando mio suocero mi diceva quanto testona puo' essere la mia seconda figlia. Io lo ascoltavo e dentro di me sorridevo. Gli ho spiegato che non serve a nulla impuntarsi, che lei e' fatta cosi' e che basta assecondarla in quello che vuole fare stando attenti che non si catapulti giu' dalla finestra. Ed e' stato mentre lo dicevo che mi sono resa conto che questa piccola regola vale anche per la Pimpante Piccola Peste. Con lei il rapporto e' un pochino piu' difficile, iniziano ad esserci le prime scaramucce, i primi scontri madre-figlia che, ahime', sono inevitabili. Io, da brava toro ascendente vergine, sono dura che piu' dura non si puo' e lei ha preso proprio dalla sua mamma. E' successo proprio come nei film, quando il protagonista esprime un pensiero su un'altra persona e si rende conto che la sua affermazione vale anche per se' stessa. E' successo cosi' che mi sono davvero resa conto chi e' mia figlia. Razionalmente lo sapevo, ma non l'avevo mai interiorizzato fino in fondo.
La Pimpante Piccola Peste e' una bambina generosa, dolce, peperina, testarda, costante e sicura di se', indipendente, lenta e a volte irriverente.
La Piccola di casa e' una bambina affettuosa, dolce, testarda, coccolosa, indipendente, golosa, analitica e solare.
In fondo non sono cosi' diverse come sembra.

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