Ieri pomeriggio mi
ha contattato la compagna del Conte la quale, per il compleanno del
mio bassista, voleva organizzargli una sorpresa che potrebbe essere
così riassunta: il desiderincubo della Spettinata. Sono anni che non
canto più in pubblico, l'ultima volta è stata al mio matrimonio
sette anni fa e se contiamo invece quanti anni sono passati da quando
lo facevo con regolarità fra palchi e serate, beh, io direi almeno
tredici. In questi anni sono cambiate molte cose, una fra tutti
proprio questa. A farla breve: la compagna del Conte ha pensato di
andare in Comune a Bologna, chiedere i permessi, organizzare il
trasporto e il montaggio della strumentazione in modo che a noi non
rimanga altro da fare che andare là e suonare. Si tratterebbe di
ingannare il festeggiato facendogli credere di uscire per un
aperitivo quando in realtà andremo a suonare in strada dove ci sarà
un lauto pubblico di conoscenti e un altrettanto lauto pubblico di
sconosciuti (visto che saremo ahimé in via Rizzoli in un orario a
dir poco pieno in una pre-serata di inizio estate).
“Eh? Secondo te
gli piacerebbe?”
“... … ...”
“Eh?”
“Beh... Sì...
credo proprio di si”
“Eh ma tu cosa ne
pensi Spetti? Eh? Cosa ne pensi?”
“... … …”
“Cioè a te e a
gli altri starebbe bene? Eh? Vi piacerebbe?”
“... … …
Lascia che io ne parli con gli altri quando il Conte non c'è poi ti
aggiorno”
La povera
malcapitata non sa che mi ha messo davanti a una delle paure più
grandi che ho. Non so perché sono cambiata così tanto in questi
anni, non so perché le insicurezze si sono centuplicate in questi
anni, ma il solo pensiero di mettermi a cantare davanti alla gente mi
piglia malissimo anche se indubbiamente è una cosa che desidererei
fare perché... beh... perché mi piace cantare e perché mi piaceva
farlo davanti alla gente. Come sempre ultimamente invece di dire di
no subito, faccio decantare l'idea che mi viene proposta in modo da
pensarci affondo prima di mandare tutto a puttane. E a questo giro so
che la cosa giusta da fare sarebbe accettare, quantomeno per mettere
alla prova me stessa e dare un bel calcio in culo alle mie
insicurezze e via. Per ora, cosa strana per me come tutti ormai
sanno, aspetto e medito senza prendere subito una decisione.
Sicuramente ne parlerò coi ragazzi ma so già che l'ultima parola
spetterà a me. E quest'ultima parola non verrà fuori ancora per un
po'.
Io credo purtroppo che l'età giochi brutti scherzi. Io ero una spavaldissima sulle giostre, facevo i peggio giri con panini alla salsiccia senza colpo ferire.
RispondiEliminaTralascio il racconto dei miei giri con nausea con la nipote preadolescente nel parco tematico di Asterix la scorsa estate...
Penso che valga lo stesso per te. Da giovani siamo stati in un modo, da adulti quello che ci sembrava banale qualche anno fa diventa quasi insormontabile. Ma io penso che ce la farai...anzi ne sono certa!
PS: a quando l'incontro al centro per le malattie sull'alimentazione?
Quello gratis e inutile ce l'ho mercoledì prossimo.
RispondiEliminaQuello vero è fissato per metà maggio.
Ma più vado avanti e più mi convinco di andarci. Sono stata male di nuovo in questi giorni...
Gratis e inutile perché? Non lo puoi sapere...
RispondiEliminaE tu riconvinciti di andarci...